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Il diritto alla felicità. Storia di un’idea

di Antonio Trampus, Edizioni Laterza, 2008.

Esiste un ‘diritto alla felicità’? Quale fondamento assume? E, soprattutto, quali concezioni di felicità e di uomo implica? In questo percorso attraverso la storia del diritto alla felicità, Antonio Trampus ci presenta le varie risposte elaborate dal pensiero occidentale al problema.

Diritto alla felicità, Trampus3

«C’è stato un tempo nel quale l’aspirazione alla felicità non rimase semplicemente un’idea, ma venne considerata un diritto e inserita addirittura in molte costituzioni moderne. Gli americani la elencarono tra i diritti naturali e inalienabili dell’uomo, e così i rivoluzionari francesi dopo il 1789. Ancora oggi la ritroviamo solennemente citata nell’articolo 13 della Costituzione giapponese. Come mai la felicità è diventata un diritto costituzionalmente garantito? Da Tommaso Moro a Giacomo Casanova, dal Robinson Crusoe al buon selvaggio di Rousseau, dall’hobbesiana concezione della vita come corsa per l’accaparramento delle condizioni materiali che possono rendere l’uomo felice al rapporto tra ricchezza e felicità nelle democrazie più avanzate della contemporaneità, passando per l’eterno confronto tra fede e ragione, anima e corpo, che ha animato il lungo dibattito sulla moralità dell’essere felici, Antonio Trampus ripercorre le tappe della riflessione occidentale sul diritto alla felicità» (dalla quarta di copertina).

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