didattica della filosofia, Evento

Filosofiamo! Fare filosofia nella Scuola dell’Infanzia e Primaria (Formazione Docenti)

Ci siamo trovati online, anziché di persona, in questi giorni con più di quaranta docenti di vari istituti di Cremona e volontari del servizio civile per i primi due incontri di un ciclo di formazione sul fare filosofia con i bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria.

Locandina filosofiamo

Martedì scorso, 31 marzo 2020, Abbiamo discusso e ragionato insieme dei fondamenti della pratica filosofica con i bambini, soffermandoci sui seguenti aspetti:

1) Che cosa fa la filosofia;
2) Insegnare a pensare filosoficamente: problematizzare, analizzare, razionalizzare;
3) Perché fare filosofia con i bambini: una questione filosofica, pedagogica ed etico-politica.

Oggi, martedì 7 aprile 2020, abbiamo ripercorso le origini della filosofia per bambini guardando alla proposta di Lipman e Sharp – di cui abbiamo discusso fondamenti epistemologici e obbiettivi formativi – per poi fare cenno alla composita realtà della filosofia per e con i bambini presente oggi nel mondo e in italia.

Nonostante la distanza, c’è stato modo di ragionare e discutere insieme. Grazie a tutti per la numerosa partecipazione e il confronto che in entrambe le occasioni ne è seguito.

 

 

Esercizi filosofici, filosofia pubblica

Pillole di felicità. Primo esercizio filosofico: conosci te stesso

Primo incontro del gruppo di lettura a distanza ieri, venerdì 3 aprile. Abbiamo discusso della celebre apertura della Lettera sulla felicità di Epicuro, che abbiamo commentato in due traduzioni:

 

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro“.

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Né il giovane indugi a filosofare né il vecchio di filosofare sia stanco. Non si è né troppo giovani né troppo vecchi per la salute dell’anima“.

 

Ci siamo chiesti se anche per noi oggi il filosofare corrisponda ad una ricerca della conoscenza della felicità e abbiamo ragionato insieme sull’invito di Epicuro a conoscere, noi stessi e il mondo attorno a noi, per trovare la via al nostro benessere.
Qualcuno ha notato che ci vengono insegnate moltissime cose nel corso della nostra vita, ma non a ricercare la conoscenza della felicità: “un’educazione alla felicità”, l’abbiamo definita.
 
Ci siamo lasciati con un piccolo esercizio filosofico da compiere ognuno per questa settimana. Qui l’esercizio, se volete farlo anche voi:


Ci ritroviamo giovedì prossimo, 9 aprile, sempre alle 20.30, online.
Per partecipare scrivi a: info.filosoficamente@gmail.com

epicuro precetto2
Vignetta tratta da: Jean-Philippe Thivet e Jérôme Vermer, 10 filosofi, 10 approcci alla felicità, disegni di A. Combeaud, Whitestar 2018.
Evento, filosofia pubblica

Pillole di felicità – gruppo di lettura a distanza

In un momento in cui le nostre routine sono stravolte e le priorità stanno cambiando, proponiamo brevi incontri, virtualissimi, in cui trovarci a ragionare assieme.

Saranno pillole di sollecitazioni filosofiche. E siccome se ne sente il bisogno, partiamo da ciò che più ci sembra lontano in questo momento: la felicità.

Ecco a voi, le “Pillole di felicità: far filosofia ai tempi del covid-19“.

Un’occasione di approfondimento o, perché no, di distrazione, un momento per riflettere insieme su che cosa sia la felicità.

Libero accesso, su prenotazione.

Gruppo di lettura_ pillole di felicità

filosofia pubblica, Senza categoria

Il Trolley Dilemma ai tempi del Covid-19

Ethical dilemmas in the age of coronavirus: Whose lives should we save?

Titola un articolo di Jenny Jervie uscito sul Los Angeles Times il 19 marzo 2020. Il riferimento è purtroppo alla situazione venutasi a creare in Italia e che si teme si proporrà a breve anche in altre parti del mondo.

Il dilemma è semplice nella sua crudeltà: “Tre pazienti – un ragazzo di 16 anni con diabete, una madre di 25 anni e un nonno di 75 anni – sono stipati in una tenda di ricovero ospedaliero e hanno difficoltà a respirare. È rimasto solo un ventilatore. A chi va?”

Dilemma coronavirus

https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-03-19/ethical-dilemmas-in-the-age-of-coronavirus-whose-lives-should-we-save

La questione, in termini più astratti, può essere posta così: in una situazione di scarsità di risorse sanitarie per cui non è possibile offrire cure a tutti coloro che ne avrebbero bisogno, quali criteri potremmo/dovremmo adottare per compiere delle scelte?

Adottiamo il criterio dell’ordine di arrivo, o preferiamo che i medici concentrino i loro sforzi su chi sembrerebbe aver più possibilità di recupero? L’età del paziente dovrebbe essere un elemento di discrimine? E perché non considerare anche il numero di persone a carico del paziente?

Insomma, la questione è complessa e chiama in causa le nostre intuizione etiche più profonde. La bioetica se ne occupa da sempre e, mai come in questi tempi di crisi e di scarsità di risorse, è chiamata a mettere in campo tutti i suoi strumenti per aiutare chi di dovere a definire protocolli e  linee guida.

 

consigli di lettura, Esercizi filosofici, filosofia pubblica

Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita

Di Ilaria Gaspari, Einaudi 2019.

«Ho studiato filosofia, perbacco, ma con un’attitudine così necrofila! L’ho studiata come una cosa morta – quanto sono stata stupida, ad arrivare alla laurea senza sognarmi nemmeno la fortuna che avevo! Era tutto davanti ai miei occhi e non ho visto niente. All’improvviso ogni cosa si fa spaventosamente semplice. Questi libri che non sfioravo da anni, non solo li devo aprire, non solo devo tornare a leggerli: devo lasciare che mi insegnino qualcosa, che mi educhino, una buona volta. Invece di cedere al pessimismo, voglio imparare a vivere. Mi curerò con la filosofia, come gli antichi. […]

Ho bisogno di una scuola, e di scuole, la filosofia greca antica ne ha prodotte a bizzeffe. Mi scriverò tutte quelle a cui posso iscrivermi. Comincerà così, ora che ne ho più bisogno, ora che avrei cose ben più urgenti di cui occuparmi, la mia educazione filosofica, la mia ricerca della felicità» (pp. 7-8).

gaspari, Lezioni di felicità

Sei settimane, sei scuole filosofiche, sei tentativi per scoprire la felicità e, con essa, comprendere se stessi.

consigli di lettura, filosofia pubblica, Senza categoria

La filosofia stoica può esserci oggi d’aiuto?

In questi giorni complicati, la filosofia dello stoicismo può offrirci qualche risorsa utile a gestire le nostre paure, affrontare una realtà complessa e stare bene con noi stessi? Ne è da sempre convinto Massimo Pigliucci, Professore di Filosofia al CUNY-City College di New York ed uno dei massimi esperti di filosofia stoica.

Pigliucci cura un blog sulla pratica della filosofia stoica nel nostro mondo contemporaneo, How to Be a Stoic: an evolving guide to practical Stoicism for the 21st century, ed è autore di un bestseller sull’argomento: Come essere stoici. Riscoprire la spiritualità degli antichi per vivere una vita moderna, Garzanti 2018.

Pigliucci, Come essere stoici

Il termine “stoico” è entrato nel linguaggio comune per indicare qualcuno che dimostra grande fermezza, forza d’animo e sangue freddo nell’affrontare le sfide della vita. Qualità di cui abbiamo tutti bisogno oggi. Ma da dove deriva quest’uso?

In questo breve video animato (6 min) per TedEd, Pigliucci ci guida in modo semplice e chiaro a conoscere i tratti salienti dello stoicismo come dottrina filosofica.

Stoicism_ Video

Lo stoicismo nasce ad Atene con Zenone di Cizio, intorno al 300 a.C. Il nome deriva dal luogo in cui Zenone teneva le sue lezioni ai suoi discepoli, la Stoà Pecìle di Atene o «portico dipinto». La filosofia stoica ha attraversato il pensiero occidentale per secoli, influenzando la cultura romana (vanta tra i propri seguaci personaggi illustri come Seneca e l’imperatore Marco Aurelio), il pensiero cristiano medievale, e giungendo sino alla modernità, dove è ripreso da alcune correnti psicologiche contemporanee. Il suo successo e la sua enorme diffusione è dovuta probabilmente alla capacità dello stoicismo di rispondere ad alcune delle più pressanti esigenze dell’uomo.

Gli stoici ritenevano che il mondo fosse regolato da una struttura razionale, il logos. Sebbene noi esseri umani non abbiamo controllo del reale e della struttura razionale che lo governa, possiamo (e dovremmo) prendere controllo del nostro modo di affrontare gli eventi e di reagire ad essi.

Ma come trarre il maggior vantaggio dalle situazioni, anche gravose, che ci si presentano? Secondo la dottrina stoica, attraverso l’esercizio di quattro virtù:

  • La saggezza: è una saggezza pratica, rivolta all’azione, che ci guida a comprendere una situazione complessa e a riconoscere ciò che si deve fare;
  • La temperanza: la moderazione degli impulsi dell’uomo e l’esercizio della nostra facoltà di scegliere il bene ed evitare il male;
  • La giustizia: è il saper distribuire oneri e onori, premi e punizioni in maniera equa;
  • Il coraggio: è la capacità di saper affrontare tutte le situazioni con integrità, fermezza e lucidità.

Lo stoicismo ci insegna che siamo noi i fautori della nostra felicità, e lo siamo anzitutto attraverso un’operazione razionale: è il significato che diamo alle nostre vite, a ciò che ci capita e alle nostre persone, a renderle buone o cattive. Se impariamo a dare un senso positivo a quello che stiamo affrontando, sapremo sempre trovare anche nell’ora più buia un raggio di luce.

 

 

filosofia pubblica

Luciano Floridi per una nuova metafisica della relazione

In questaintervista per Raicultura, Luciano Floridi, ordinario di filosofia ed etica all’Università di Oxford e tra i maggiori pensatori del mondo contemporaneo, riassume la sua lezione tenuta alla Romanae Disputationes a proposito di Interpretare il reale. Concetto e mondo

Dieci minuti, accessibili a tutti, in cui il filosofo ci spiega come la  metafisica tradizionale sia inadeguata a spiegare il mondo in cui viviamo oggi, così profondamente trasformato dal digitale; un mondo dominato non tanto da “oggetti”,  ma da relazioni: una app, un software, non sono cose nel senso comune del termine, eppure sono molto importanti per noi, ci interagiamo, lasciamo che abbiano un effetto tangibile sulle nostre decisioni e vite.

Che tipo di metafisica può rendere conto di queste realtà?

Floridi propone una metafisica della relazione, anziché della sostanza, una metafisica che pone l’attenzione sulle connessioni, più che sugli oggetti, e che rende conto di una realtà che è costituita come rete di nodi, non meccanismo di parti fra loro indipendenti. Seguendo l’analogia, gli oggetti del nostro mondo sono i nodi della rete, le rotonde di un intrigo stradale e, in quanto tali, essenzialmente costituiti da quelle connessioni.  

L’essere in relazione, l’avere interazioni, è  un criterio ontologico più efficacie di quello di sostanza  per determinare oggi cosa esiste e cosa no, e che dà più senso alla nostra esperienza.

Di questo mondo-rete, noi siamo gli architetti, i costruttori: siamo noi che instaurando le nostre relazioni contribuiamo a dare forma alla realtà. Un compito che ci riempe di responsabilità, epistemica, certo, ma soprattutto etica.

Ci serve un’etica, anch’essa, della relazione. E’ il rapporto tra le parti che conta, poiché quel rapporto definisce il nostro stare al mondo e modifica (creandoli) gli oggetti stessi che popolano quel mondo. Ne deriva una politica trasformata da spazio della res pubblica in quello della ratio pubblica, dove la ratio è la dimensione del pensiero, del significato, dell’essere in relazione appunto. Le possibilità dateci dalle nuove tecnologie lo rendono oggi evidente: siamo noi, architetti del nostro mondo virtuale e reale, a decidere dove e come vogliamo andare, e questa responsabilità è anzitutto una responsabilità politica.

Floridi _Raicultura

Per chi si fosse incuriosito, qui trovate il video della lezione completa con il dibattito svolto con i ragazzi delle Romanae Disputationes.