didattica della filosofia

“L’angolino del pensiero” visto dai bambini

L’angolino del pensiero è il luogo – fisico e mentale – in cui i bambini della scuola dell’infanzia si ritrovano a dialogare fra loro e con le loro maestre.

E’ il setting predisposto dalle insegnanti per condurre, generalmente a cadenza settimanale, delle sessioni di dialogo filosofico: momenti in cui, a partire dalla provocazione di uno stimolo (può essere una storia, o un’immagine, o un racconto, ecc.), i bambini si pongono domande e cercano insieme possibili risposte. Questo spazio di dialogo e confronto diventa per i bambini un momento di libertà e ricerca, in cui esplorare nuovi possibili orizzonti di possibilità.

Già dopo poche sessioni, i bambini si affezionano all’angolo del pensiero. Lo testimonia il racconto di un’insegnante di una Scuola dell’Infanzia che aveva da poco intrapreso la pratica filosofica con i suoi bambini. Un giorno chiede ad uno dei bambini come mai fosse così triste. Lui le ha risposto che lui glielo avrebbe confidato, ma solo nell’angolo del pensiero: segno, questo, che per quel bambino lo spazio del dialogo filosofico rappresentasse anzitutto un luogo di fiducia, in cui potersi aprire liberamente senza sentirsi giudicato.

Lo testimoniano anche i disegni di questi bambini, così precisi nei particolari (la disposizione tutti in cerchio, le gambe incrociate, la mano alzata per prendere la parola, il registratore accanto alla maestra con cui l’insegnante registra le sessioni, ecc.).

didattica della filosofia, filosofia pubblica

Debate: quando l’argomentazione non funziona

Terzo incontro di formazione docenti del corso “Introduzione al Debate”.

In questa occasione ci siamo occupati di quando le cose non vanno come dovrebbero: quando, ossia, l’argomentazione non funziona.

«Per essere completa, la filosofia del ragionamento deve comprendere tanto la teoria del cattivo ragionamento quanto la teoria del ragionamento buono

(J.S. Mill, Sistema di logica, 1843)

Le fallacie logiche

«La logica è reale, e spesso governa le nostre relazioni umane. Molte calunnie e molti stereotipi funzionano proprio in questo modo, attraverso inferenze fallaci. La capacità di smascherare le fallacie è una delle cose che rende degna la vita democratica»

(M. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, 2010, p. 75)

Abbiamo esaminato alcune fra le principali incoerenze argomentative, le fallacie logiche, riflettendo sul fatto che – per quanto non validi logicamente – le fallacie possano essere comunque argomenti persuasivi, soprattutto se chi li ascolta non è in grado di valutarne la solidità.

Bias e pregiudizi: elementi di psicologia della (dis)informazione

Non basta, tuttavia, saper evitare e riconoscere le fallacie logiche nei propri ragionamenti e in quelli altrui. Anche l’argomentazione coerente e logicamente fondata può a volte comunque non essere sufficiente a generare un dialogo costruttivo tra individui o a provocare una revisione critica delle proprie opinioni. Questo capita molto più spesso di quanto forse non saremmo disposti ad ammettere ed a causa di alcune distorsioni del nostro giudizio, i bias cognitivi.

Abbiamo esaminato cosa sono i bias cognitivi e come agiscono, condizionandola in modo irriflesso, la nostra capacità di giudizio.

Neutralizzare i propri bias è possibile?

Si è quindi concluso l’incontro con una riflessione sulla possibilità di neutralizzare bias e mancanze nel nostro giudizio. Forse evitarli non è sempre possibile, ma imparare a conoscerli e a riconoscerli (in noi stessi e negli altri) ci aiuta quantomeno a prendere consapevolezza dei limiti della nostra ragione [ne abbiamo discusso qui].

Un esercizio di modestia cognitiva che ci mette in guardia dalle facili risposte e dalle convinzioni indiscusse: presupposto necessario per ogni bravo debater!

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“Grazie Prof. …”: il saluto degli studenti a fine anno

La fine della scuola è sempre tempo di bilanci e riflessioni, per me e per i miei studenti. Come ogni anno, anche quest’anno, al termine di una supplenza annuale, ho lasciato ai ragazzi un questionario da compilare sul percorso svolto insieme: per loro vuole essere un momento di metacognizione, un’occasione per riflettere su cosa è andato bene e cosa meno, per apprezzare progressi e conquiste, e riconoscere elementi che richiedono ancora attenzione. Per me, come docente, è il momento in cui mi osservo da fuori, misuro quanto sono riuscita a trasmettere (non tanto in termini di contenuti disciplinari) e su cosa devo continuare a lavorare.

È generalmente, per tutti, un momento di grande vicinanza, di gratificazione reciproca e di esplicitazione di quanto, altrimenti, resterebbe nel ‘non detto’.

Quest’anno, forse perché è stato così difficile per tutti, i loro saluti e i loro “grazie”, così numerosi e inaspettati, hanno un valore tutto speciale.

Grazie mille prof per questo anno, è stato un gran piacere averla come prof ed aver assimilato molti concetti di filosofia e storia, le auguro il meglio, e un futuro prospero, grazie ancora per tutte le “chiacchiere” e i dibattiti stabiliti in classe e scusi se l’ho fatta un po’ disperare in classe perché parlavo. Le auguro il meglio”.

Grazie mille prof per l’anno passato con lei, grazie per gli sportelli e grazie per la pazienza e la comprensione. Ha segnato molto la nostra classe e personalmente non la scoderemo perché nonostante la distanza si è sempre sentita la sua presenza. Grazie ancora

Grazie prof per tutto quello che ha fatto quest’anno, le auguro buona fortuna per il resto della sua carriera

Io vengo da un’esperienza didattica totalmente diversa durante la quale i rapporti umani tra insegnanti e ragazz* erano praticamente inesistenti e i metodi di insegnamento privi di sentimento e passione (ad eccezione di un paio di docenti). Quindi per me è stato inaspettato trovare professori così. Vorrei ringraziarla perché non solo mi ha creato un grande interesse nelle sue materie, ma anche per l’interessamento avuto nei nostri e nei miei confronti. Per me è un momento difficile e pieno di ostacoli ma ho sempre sentito la vostra vicinanza. Grazie prof, ci mancherà.”

La ringrazio per la sua professionalità, ma anche per la capacità di comprensione che ha avuto durante l’anno scolastico. La parte umana è stata molto presente in ogni sua lezione, riuscendo a trasmettere in modo più leggerò alcuni concetti. È riuscita a fare apprezzare alcuni argomenti che altrimenti sarebbero risultati noiosi e complicati.

Spero che ci sia il prossimo anno

Mi sento di ringraziala per questo anno scolastico che nonostante la situazione a cui siamo stati costretti ad adattarci siamo riusciti a portare a termine anche con una mia crescita personale sia come persona che nelle materie. Le auguro il meglio per il futuro e spero di rivederla o di stare in contatto Grazie di tutto

Mi è piaciuto il suo modo di esporre progetti e idee, soprattutto perché riusciva a interagire molto con noi anche se molte volte siamo stati indisponenti. Arrivederci prof, spero che un giorno potremo rincontrarci, anche semplicemente per un aperitivo tutti insieme, spero che la sua vita procederà per il meglio, un grande Saluto.”

Grazie per quest’anno passato insieme, ci mancherà

Sono contenta di aver trovato una prof che mi ha fatto trovare un metodo di studio in queste materie. Mi dispiace molto che non potrà accompagnarmi alla maturità ma spero di mantenere il rapporto e sentirla ogni tanto. Grazie mille prof per averci trasmesso la sua grande passione.”

Volevo ringraziarLa per il lavoro fatto e per la sua disponibilità. Per me Storia e Filosofia sono materie interessanti, ma ho molto apprezzato gli approfondimenti fatti che ne hanno reso più ricco il contenuto. Grazie.”

Prof, è stato davvero un bellissimo anno riguardo alla sua materia. Mi mancherà veramente tanto. Spero davvero di poterci rivedere, anche fuori da scuola, anche se questo sarà difficile, ma lo spero davvero. Un saluto e spero che il futuro le riservi tante altre belle esperienze, come quelle che lei ha dato a me.”

È volato quest’anno con lei prof, spero di ritrovarla a scuola anche solo per un saluto!

Prof, è stato un anno abbastanza duro, un’avventura, a causa del COVID siamo stati a distanza per alcuni mesi poi siamo tornati in presenza e siamo riusciti a finirlo, per me è stato un vero piacere. Un saluto”.

Grazie mille prof per l’anno passato insieme. Spero di rincontrarla in futuro.”

Volevo ringraziarla molto per questo anno, per la pazienza e per la lealtà che ha avuto con noi. Mi rendo conto di non essere sempre stato l’alunno perfetto, a tratti forse potrebbe avermi trovato un po’ ingombrante ma voglio che sappia che era solamente curiosità e voglia di dire la mia. Ha sempre creduto in me invogliandomi a studiare e per questo mi ricorderò di lei sicuramente. Auguro il meglio a lei e alla sua famiglia, sperando invece per me stesso di aver intrapreso la strada giusta nel caso i nostri passi si dovessero incrociare ancora.”

consigli di lettura, didattica della filosofia

Letture estive: consigli per studenti

Per approfondire, incontrare in nuove forme, e divertirsi con la filosofia e la storia.

Leggi un testo a tua scelta tra quelli elencati. L’obiettivo è quello di trovare un genere che ti piaccia e approfondire una questione che ti incuriosisce e interessa. Non ti preoccupare se non capisci tutto di quello che leggi.

Leggi il libro “con in mano la matita”: appuntati frasi interessanti, commenta a margine del testo.

Scegli 3 brani (o fai lo screenshot di alcune vignette nel caso dei fumetti) che ti hanno colpito del testo e commentali: spiega perché hai scelto quei passaggi, qual è il tema filosofico, etico, politico o il fenomeno storico in questione, collegandolo, se riesci con quanto studiato. Infine, esprimi una tua opinione sul testo letto.

Consigli per studenti di fine 3 liceo:

Testi di filosofia

  • Ilaria Gaspari, Lezioni di felicità (2019) [Romanzo, la ricerca della felicità andando a scuola dagli antichi filosofi greci]
  • Dario Berti, 10 dilemmi morali. Un’introduzione all’etica per problemi (2016)
  • Martha Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica (2010)
  • N. Warburton, Il primo libro di filosofia (1992)

Romanzi / saggi storici:

  • Umberto Eco, Il nome della rosa (1980)
  • Jacques Le Goff, Il Medioevo raccontato da Jacques Le Goff (1997)
  • Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi (1976) [storia della vita e dei due processi di eresia subiti da un contadino e mugnaio di Montereale Valcellina nel 1500]

Altri generi (fumetti / attualità /fantascienza):

  • I meravigliosi (e pericolosi) inizi della filosofia moderna (2017) [la storia della filosofia moderna in fumetto]
  • Bertold Brecht, Vita di Galileo (1943)
  • Steven Nadler e Ben Nadler, Eretici! I meravigliosi (e pericolosi) inizi della filosofia moderna (2017) [la storia della filosofia moderna in fumetto]
  • William Golding, Il signore delle mosche (1953) [romanzo su un gruppo di bambini rimasti su un’isola deserta e sui loro tentativi di organizzarsi in una società. Un libro che prova a rispondere alla questione se l’uomo sia buono o cattivo]

Consigli per studenti di fine 4 liceo:

Testi di filosofia

  • Thomas Nagel, Una brevissima introduzione alla filosofia (1987)
  • Nigel Warburton, Il primo libro di filosofia (1992)
  • Dario Berti, 10 dilemmi morali. Un’introduzione all’etica per problemi (2016)
  • Martha Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica (2010)
  • Hannah Arendt, La banalità del male (1963)
  • Hans Jonas, Il principio responsabilità, un’etica per la civiltà tecnologica (1979)

Romanzi / saggi storici:

  • Ernesto Ferrero, N. (vincitore Premio Strega 2000), romanzo sulla figura storica di Napoleone.
  • Victor Hugo, I miserabili (1862) [romanzo storico ambientato nella Francia post napoleonica dal 1815 al 1832]
  • Christopher Browning, Uomini comuni. Polizia tedesca e «soluzione finale» in Polonia (1999).
  • Angelo Del Boca, Italiani, brava gente? Un mito duro a morire (2005)

Altri generi (fumetti / attualità /fantascienza):

  • Isaac Asimov, Io, robot (1950) [raccolta di racconti di fantascienza]
  • Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (1953) [romanzo distopico, società in cui leggere e possedere libri è reato]
  • George Orwell, 1984 (1949) [uno dei più celebri romanzi distopici, sul rapporto tra verità e libertà]
  • Art Spiegelman, Maus (1980) [fumetto ambientato durante la seconda guerra mondiale e incentrato sull’Olocausto, sulla base dei racconti del padre dell’autore]
  • Elvio Fassone, Fine pena: ora (2015) [la storia vera di una corrispondenza durata 26 anni tra un ergastolano e il suo giudice].

Buona lettura!

didattica della filosofia, Esercizi filosofici, Fil(m)osofia

Cinema, filosofia e Debate!

Esercizio filosofico per gli ultimi giorni di scuola.

  1. Vedremo uno o più trailer o spezzoni di film o serie
  2. Li analizzeremo: quali questioni filosofiche (epistemologiche, etiche, politiche, ecc.) pone?
  3. Proveremo a formulare una ‘mozione’ per ciascuno di essi, ossia una questione dibattibile.
  4. In gruppi, lavoreremo sulla questione, cercando di formulare argomenti PRO o CONTRO.
  5. Debate: due gruppi per ciascuna mozione si sfideranno in un dibattito.

Un modo divertente per ritrovare teorie e concetti affrontati durante l’anno scolastico in altre forme, esercitare lo ‘sguardo filosofico’ di analisi del reale, e un’occasione per discutere insieme di tematiche che ci stanno a cuore.

Per consigli su possibili film da utilizza vai alla rubrica Fil(m)osofia.

didattica della filosofia, metafilosofia

Riflessioni a margine di un percorso di filosofia nell’Infanzia

Queste riflessioni sono l’esito di un percorso di formazione docenti iniziato lo scorso anno, Filosofiamo! Fare filosofia nell’infanzia, e che quest’anno ha consentito a molte docenti di praticare momenti di dialogo filosofico con i loro bambini.

Portare la filosofia nella Scuola dell’Infanzia significa, in poche parole, instaurare con i bambini l’abitudine al dialogo: un dialogo in stile socratico, guidato dal domandare e dalla ricerca insieme di risposte – seppur temporanee o parziali. La pratica forma la capacità dei bambini di ascoltare e ascoltarsi, li abitua a dire la propria, a rispettare e sopportare il dissenso, a ragionare insieme per trovare soluzioni comuni. È un lavoro dal duplice risvolto formativo: logico cognitivo ed etico.

Ascoltando le registrazioni dei dialoghi che per più di dieci settimane i bambini hanno fatto con la loro insegnante e tra di loro, ho potuto seguirne e apprezzarne la crescita, come singoli e come gruppo.

Nel dialogo emergono le diverse intelligenze dei bambini: c’è chi è più attento al particolare, all’osservazione della natura, chi fa riferimento alle proprie esperienze o al bagaglio di ricordi, chi mostra una spiccata sensibilità etica e attenzione verso l’altro, e chi ha una predisposizione all’astrazione. Il dialogo filosofico consente a tutte queste dimensioni del pensiero di emergere, esercitarsi e affinarsi.

Nel susseguirsi degli incontri è notevolmente migliorato lo stare insieme di questi bambini: l’ascolto reciproco e il rispetto l’uno delle opinioni dell’altro, anche se non necessariamente condivise. Si assiste ad un dialogare che progressivamente prende forma, acquisisce struttura e sicurezza: a partire dai brevi interventi delle prime sessioni, per lo più rivolti all’insegnante, i bambini hanno a mano a mano imparato a parlare tra loro, a interrogarsi a vicenda, a formulare ipotesi per risolvere problemi. L’insegnante si è così sempre più fatta da parte, lasciando spazio al ragionare insieme dei bambini fra di loro.

Stupisce, all’adulto che li ascolta, notare come bambini di 5 anni possano stare per quasi un’ora seduti e concentrati a ragionare tra loro su piccole, grandi questioni, e come siano entusiasti ogni volta di iniziare questo momento: il loro “angolino della felicità”, lo hanno voluto significativamente chiamare.

Non mi resta che fare i complimenti a questi bimbi e alle maestre per il bellissimo percorso che hanno fatto insieme!

L’insegnante dell’Infanzia, più di ogni altro insegnante, semina semi di cui solo altri vedranno i frutti: in questo caso, piccoli germogli sono già ben visibili.

didattica della filosofia, Evento

Si è tenuto ieri, in modalità online, il secondo incontro del corso di formazione Introduzione al Debate, rivolto a docenti di ogni ordine e grado, dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola secondaria di secondo grado.

La settimana scorsa, nel primo incontro, abbiamo ragionato insieme sui fondamenti teorici e pedagogici di questa pratica, e sui diversi obbiettivi formativi che con essa ci si può prefiggere. Sulla base di questi obbiettivi, abbiamo quindi esaminato alcune fra le più diffuse tipologie di Debate, riconoscendo come i diversi format o protocolli di Debate non siano neutrali rispetto alla finalità educativa che ci si propone di raggiungere. Abbiamo, infine, chiuso l’incontro con una riflessione su alcuni possibili ‘rischi’ di questa pratica e come neutralizzarli.

Con l’incontro di ieri siamo entrati nel merito dell’attività, che abbiamo ricostruito nelle sue fasi principali:

  1. Esame e definizione della mozione
  2. Ricerca di dati ed evidenze
  3. Elaborazione degli argomenti
  4. Confutazione delle tesi avversaria

Per gli insegnanti dell’Infanzia e della Primaria, si è riservato un momento di confronto sul “fare Debate con i bambini”: per i più piccoli il gioco del Debate può essere introdotto, o affiancato, da moltissime attività preparatorie volte a esercitare la pratica dell’argomentazione, dal dialogo filosofico in cerchio, a giochi di ruolo, a semplici esercizi del dare ragioni.

Il dialogo tra docenti di diversi ordini scolastici è un elemento di grande arricchimento per il corso. Fornirà il punto di partenza per la progettazione condivisa di un curriculum verticale (dall’Infanzia al Liceo), con interventi didattici progressivi, non estemporanei, che accompagnino gli studenti all’esercizio dell’argomentazione durante tutto il loro percorso di studi. Sarà anche l’occasione per progettare momenti di gioco-incontro tra bambini e ragazzi più grandi.

didattica della filosofia, Evento

Introduzione al Debate: corso di formazione docenti

E’ iniziato ieri il corso di formazione per docenti di introduzione al Debate.

Per sette incontri ragioneremo insieme sui fondamenti pedagogici e filosofici di questa metodologia didattica e sulle diverse finalità formative che con essa ci si propone di raggiungere. I docenti acquisiranno familiarità con le principali tipologie di Debate e verranno guidati all’introduzione di questa pratica in aula e alla sua valutazione. Infine, rifletteremo sui possibili rischi o derive del gioco del Debate e come neutralizzarle.

1)Introduzione alla pratica dell’argomentazione.   Debate: che cos’è, le finalità formative e i possibili rischi della pratica.
2)Le competenze richieste nel debate: definizione, ricerca, esposizione, confutazione di una tesi.
3)Esercitazione a gruppi
4)Cattive argomentazioni: le fallacie logiche
5)Come valutare il debate
6)Esercitazione a gruppi
7)Progettazione interventi per il prossimo anno scolastico (programmazione di un piano di lavoro condiviso) e conclusione.

Per informazioni: info.filosoficamente@gmail.com

consigli di lettura, didattica della filosofia, Fil(m)osofia

Fil(m)osofia: questioni di etica kantiana nel cinema

I classici nel cinema.

In questo periodo nelle classi quarte dei licei si sta affrontando Kant, il suo è uno dei pensieri forse più complessi, e allo stesso tempo stimolanti del percorso liceale. Alcune delle questioni che pone sono più vitali che mai e le si possono ritrovare in altre forme e in altri linguaggi.

Pensiamo all’etica, ad esempio.

Uno dei principi dell’etica di Immanuel Kant è che si debba seguire quello che la nostra ragione o coscienza morale ci indica come giusto, senza badare alle conseguenze. “Se devi, allora puoi” afferma Kant: se hai un principio morale – non mentire, non rubare – lo puoi rispettare, per quanto possa sembrare difficile, a volte, o controproducente.

Questo tipo di etica viene detta deontologica (etica del dovere) e si contrappone ad un’altra grande famiglia di teorie etiche, quelle consequenzialiste, che invece ritengono che per capire cosa sia giusto o meno fare si debbano considerare le conseguenze delle nostre azioni. In questo caso, ‘non mentire’ non è più un principio morale valido sempre e comunque, ma a seconda della situazione. Non sarebbe, ad esempio, lecito mentire ad un assassino che ci chiedesse dove si nasconde la sua vittima?

Proprio questo esempio fu al centro di una disputa filosofica che vide Kant contrapporsi al filosofo francese Benjamin Constant (Il diritto di mentire).

Contro Kant, che sosteneva che anche in quel caso, il nostro dovere morale fosse quello di dire la verità, per quanto difficile possa sembrare (“se devi, puoi”, appunto…), Constant obbiettava che nessun principio morale debba valere in assoluto, ma sempre in equilibrio con altri. In questo caso, proteggere una vittima innocente, ad esempio.

Entrambi i filosofi, nella distanza delle loro posizioni, pongono in luce due aspetti importanti del nostro agire morale: Kant ci invita a riflettere sull’ambizione della nostra morale ad essere universale e non condizionata da fattori contingenti.

Constant, da parte sua, rileva uno dei problemi principali dell’etica deontologica: preoccuparsi dei princìpi senza valutare le conseguenze può avere esiti (morali) disastrosi.

Il conflitto tra le due istanze emerge in alcuni dilemmi morali, ad esempio:

  • è lecito per lo Stato usare la forza per estorcere un’informazione importante per la salvezza di migliaia di altre vite?
  • è lecito compiere il male se è per evitarne uno maggiore (principio del male minore)?

Proponiamo due pellicole per riflettere qu questi temi:

Il diritto di uccidere [Eye in the Sky], regia di Gavin Hood, 2015

La pellicola ripropone in chiave cinematografica e contemporanea il dilemma del trolley: è lecito sacrificare un innocente per salvare più vite umane? Il dilemma morale viene presentato secondo i rispettivi punti di vista dei diversi poteri dello Stato in conflitto tra loro (potere militare, giuridico e politico).

The Last Supper [Una cena quasi perfetta] _ di Stacy Title (1995)

La riproposizione cinematografica della antica questione morale se sia lecito compiere il male al fine di realizzare un bene superiore. Fino a che punto possiamo adottare la dottrina del ‘male minore’? Da Platone in poi, passando per tutta la tradizione Cristiana, la filosofia ha tentato di rispondere a questa domanda.

In questa pellicola, troviamo la singolare risposta di cinque giovani liberali americani.

Guarda spezzone su youtube.