consigli di lettura

Ethics and the Contemporary World, ed. by D. Edmonds, Routledge 2019

Un volume collettaneo, a cura di David Edmonds (@DavidEdmonds100) su alcuni dei principali problemi dell’etica contemporanea. Venticinque capitoli di altrettanti autori, suddivisi in otto macro tematiche che spaziano dalla discriminazione di genere all’ambiente, dalle nuove tecnologie alla povertà.

Tra i temi affrontati vi sono alcune fra le più importanti questioni del nostro tempo: quali problemi etici pongono le fake-news, la libertà di parola, il mangiare carne, la ricerca sugli embrioni o i robot e intelligenza artificiale?

Se si è interessati alla filosofia del tempo presente, questo è il libro giusto da cui partire.

ethics and the contemporary world

Indice dei contenuti:

Preface and Acknowledgements

Part 1: Race and Gender

  1. Profiling and Discrimination David Edmonds
  2. Feminism and the Demands of BeautyHeather Widdows and Gulzaar Barn

Part 2: The Environment

  1. The Environment and Geoengineering Stephen Gardiner
  2. Population and Life ExtensionHilary Greaves

Part 3: War and International Relations

  1. Immigration and Borders: Who should be allowed in? Gillian Brock
  2. War and Legitimate TargetsHelen Frowe
  3. Counter-Terrorism and Lethal ForceSeumas Miller

Part 4: Global poverty

  1. Humanitarian Intervention Allen Buchanan
  2. Religion and PoliticsTony Coady
  3. Charity and PartialityTheron Pummer

Part 5: Ethics and social media

  1. Social media and friendshipRebecca Roache
  2. The internet and privacyCarissa Veliz
  3. Fake News and Free SpeechNeil Levy

Part 6: Democracy

  1. Extremism Steve Clarke
  2. MicroaggressionRegina Rini
  3. Free Speech Roger Crisp

Part 7: Rights and Moral Status

  1. The Child’s Right to Bodily IntegrityBrian Earp
  2. Disability Guy Kahane
  3. Embryo Research Katrien Devolder
  4. Abortion Francesca Minerva
  5. Euthanasia Dominic Wilkinson
  6. Eating MeatJeff McMahan

Part 8: Science and Technology

  1. Genetic SelectionThomas Douglas
  2. Human Enhancement Julian Savulescu
  3. AI and Robot EthicsJohn Tasioulas.

Index

Per maggiori dettagli rinviamo alla pagina dell’editore.

consigli di lettura

Filosofia d’estate: la filosofia in fumetto

Consigli di lettura estivi per studenti e appassionati di filosofia. La filosofia in fumetto: cinque proposte per esplorare alcuni episodi della storia della filosofia e le vite dei suoi autori nel linguaggio per immagini dei fumetti. Cinque percorsi molto diversi tra loro, tutti affascinanti. Cinque ottimi progetti di divulgazione della filosofia in una veste insolita, immediatamente accessibile anche ai neofiti, ma interessanti anche per il lettore più esperto, che può trovare in queste rappresentazioni grafiche una diversa chiave d’accesso alle grandi questioni del pensiero.

1. 10 filosofi, 10 approcci alla felicità, di Jean-Philippe Thivet e Jérôme Vermer, disegni di A. Combeaud, Whitestar 2018

«Da sempre il compito della filosofia è guidare l’uomo alla comprensione di sé stesso e del mondo: è una forma di ricerca della felicità, necessaria oggi più che mai. Questo volume ripercorre il cammino verso la felicità tracciato da dieci tra i più grandi filosofi della storia – da Platone a Cartesio, da Seneca a Kant e Nietzsche -, raccontandone la vita, le opere e il pensiero attraverso pagine a fumetti divertenti e semplici, adatte a ogni tipo di pubblico. Un approccio sorridente e leggero ai grandi temi della filosofia, senza mai perdere di vista il suo fine ultimo: accompagnare ciascuno nel proprio viaggio verso la felicità» (dal sito dell’editore).

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2. Storia della filosofia a fumetti, di Richard Osborne, con introduzione di Nicolao Merker, Editori Riuniti 2007

«Non è necessario che una storia della filosofia sia noiosa. Questa, ad esempio, non lo è affatto. Se la ride dei modi tradizionali, tra l’arido e serioso, di esporre una materia che spesso sembra essa stessa un enigma. Perché infatti a taluni la filosofia fa venire il mal di testa, ad altri una gran confusione mentale, ma a qualcuno anche un vago sentore ch’essa sia sovversiva e pericolosa? O, all’opposto, perché molta gente pensa che la filosofia sia assolutamente irrilevante? E poi, comunque, che cosa è la filosofia?

Qui trovate l’abc della filosofia, in una forma facile e accessibile, ma nient’affatto superficiale. C’è correttezza filologica, affidabilità concettuale e ottima informazione. A cominciare dalle domande basilari poste dagli antichi greci – di che cosa è fatto il mondo? chi è l’uomo? che cosa sono il bene e il male? – questa guida segue passo dopo passo l’evoluzione storica delle principali questioni filosofiche. E fornisce cosí la chiave per capire lo sviluppo della filosofia occidentale lungo gli ultimi 2.500 anni.

L’autore colloca questo sviluppo in un contesto molto largo, del quale fanno parte le scienze, la letteratura, la religione, la politica, l’economia, la vita quotidiana della gente nelle varie epoche della storia. La filosofia ne emerge come uno degli elementi che compongono la variegata, preziosa, affascinante storia della cultura umana» (dal sito dell’editore).

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3. Bazar Elettrico. Bataille, Warburg, Benjamin at work, di Di Vittorio e A. Manna, disegni di G. Palumbo, Lavieri, 2017

Un progetto a cura di Action30, un gruppo di ricercatori e artisti che studia le nuove forme di razzismo e fascismo contemporanee a partire da possibili analogie con gli anni ’30 del secolo scorso. L’opera, un percorso che si snoda tra fumetti e brevi saggi, è dedicata a tre figure centrali nel dibattito culturale degli anni ‘30: Georges Bataille, Aby Warburg e Walter Benjamin.

«se abbiamo deciso di consacrare il nostro libro a queste tre importanti figure del passato, non è solo per rendere loro omaggio, mostrando quali sono i presupposti storici e culturali del nostro lavoro. Il problema è che, nel frattempo, abbiamo subito un altro shock. Quando sono state allestite e messe in moto, nella prima metà del XX secolo, le macchine di Bataille, Warburg e Benjamin hanno avuto un impatto esplosivo, la cui onda d’urto giunge fino a noi. Sono state delle formidabili tempeste elettriche nel paesaggio culturale dell’epoca. Il problema – ecco la scoperta – è che oggi l’informe di Bataille, il rizoma di Warburg, il collage di Benjamin e l’uomo-montaggio che fu Benjamin stesso, si sono “realizzati”. Sono diventati banale realtà, esperienza quotidiana. L’eterogeneo ha invaso la nostra esistenza. Le nostre stesse vite sono dei bazar: assemblaggi precari e frammentari, minestroni» (tratto da un’intervista agli autori a cura di Andrea Antonazzo per “Fumettologica“).

bazar elettrico

4. Eretici! I meravigliosi (e pericolosi) inizi della filosofia moderna, di Steven Nadler, disegni di Ben Nadler, Carocci 2017

«Da Galileo a Descartes a Leibniz e Newton, l’entusiasmante storia dei filosofi del Seicento raccontata per immagini da un grande studioso e da suo figlio illustratore.

“Eretici!” ripercorre l’avvincente storia di alcuni grandi pensatori del Seicento che sfidarono l’autorità – talvolta rischiando la scomunica, la prigione e persino la morte – per gettare le basi della filosofia e della scienza moderne. Votati alla ragione più che alla fede, filosofi litigiosi e controversi quali Galileo e Descartes, Spinoza, Hobbes, Locke, Leibniz e Newton hanno cambiato radicalmente la nostra visione del mondo, della società e di noi stessi, difendendo con forza le loro idee “scandalose” sulla natura, la religione, la politica, la conoscenza e la mente umana.

“Eretici!” racconta – in modo intelligente e brillante – il loro pensiero, le loro vite e il tempo in cui vissero, soffermandosi su alcuni momenti chiave della storia della filosofia moderna: dalla morte sul rogo di Giordano Bruno all’arresto di Galileo, dal cogito ergo sum cartesiano allo stato di natura hobbesiano, fino allo sconvolgente Trattato teologico-politico di Spinoza» (dal sito dell’editore).

Eretici!

5. LOGICOMIX: An Epic Search for Truth, di Apostolos Doxiadis, Christos H. Papadimitriou, Guanda 2008

«Coprendo un arco di sessant’anni, la graphic novel Logicomix è stata ispirata dalla leggendaria storia della ricerca dei Fondamenti della Matematica.

Questa fu un’eroica avventura intellettuale, della quale la maggior parte dei protagonisti pagarono il prezzo della conoscenza con estrema sofferenza personale e persino con la pazzia. Il libro racconta questa storia in modo coinvolgente, allo stesso tempo complesso e accessibile.

Basa le lotte filosofiche sulla corrente sotterranea del tumulto emotivo personale, così come gli eventi storici epocali e le battaglie ideologiche che hanno dato loro origine» (da: https://www.logicomix.com).

Logicomix

 

consigli di lettura

La misura dell’anima. Perché le disuguaglianze rendono le società più infelici

di Richard Wilkinson e Kate Pickett, Feltrinelli 2009

Un’analisi spietata e dati alla mano sugli effetti della disuguaglianza nelle nostre società. Gli autori partono da una domanda: «Com’è possibile che abbiamo creato tanta sofferenza mentale ed emotiva, nonostante i livelli di ricchezza e di agio che non hanno precedenti nella storia umana?». La risposta viene data in modo chiaro: «I problemi della società benestanti non sono causati da un livello di ricchezza troppo basso (o magari troppo alto), bensì da disparità troppo pronunciate dei tenori di vita materiali dei membri della società. Ciò che conta è la posizione relativa dell’individuo rispetto ad altri nella società in cui vive» (corsivo mio).

La misura dell'anima

L’analisi di Wilkinson e Pickett si sviluppa in tre momenti. Nella prima parte del volume viene dimostrato che oltre un certo limite, alla crescita di benessere materiale non segue più una corrispettiva crescita di benessere psicologico e sociale. Nella seconda parte gli autori analizzano le diverse tipologie di costi della disuguaglianza, costi non solo economici, ma anche sociali, culturali, etici e finanche psicofisici. Infine, nella terza e ultima parte del volume, vengono indagate alcune possibili ricadute positive di una società più eguale sull’economia, la politica e anche sull’ambiente.

Un testo utile per abbattere alcuni luoghi comuni su ricchezza e progresso e riflettere sui fattori che davvero influiscono sulla nostra qualità della vita.

consigli di lettura, filosofia pubblica

Sul Salone del libro, la libertà di parola e il paradosso della tolleranza

In questi giorni hanno dominato le polemiche circa la partecipazione, poi revocata, di una casa editrice vicina agli ambienti di estrema destra al Salone del libro di Torino. Le problematiche implicate sono molte, ne affrontiamo qua una, attorno alla quale ci sembra ruoti tutta la questione: devono esservi, e se sì quali, dei limiti alla libertà di parola?

La libertà di parola è certamente un diritto, riconosciuto dalla nostra Costituzione e dalle Carte internazionali, ma può essere un diritto assoluto? O, come tutti i diritti, deve valere nel rapporto con altri diritti e doveri?

Sul tema si è soliti richiamare una citazione, falsamente attribuita a Voltaire, in difesa della libertà di espressione: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”. Il problema di questa posizione è che sembra avere esiti disastrosi.

La difficoltà e le inaspettate conseguenze della difesa ‘senza se e senza ma’ di questo diritto sono state messe in luce dal filosofo Karl Popper – oltre che dalla storia del secolo scorso. Popper ha l’ha definito come il “paradosso della tolleranza”. Qui una vignetta che lo illustra chiaramente:

Paradosso della tolleranza

La questione filosofica diviene naturalmente anche giuridica. La legislazione italiana, come spiegato in questo articolo di ieri de ilPost (Come funziona il reato di “apologia di fascismo”), non è rigida al riguardo e demanda al giudice di volta in volta stabilire se un caso incorre nel reato di apologia del fascismo o rientra nell’esercizio della libertà di espressione.

Per approfondire la tematica rinviamo ad un recente libretto di Nigel Warburton, Free Speech: A Very Short Introduction, OUP 2009 (Libertà di parola. Una breve introduzione, Raffaello Cortina Editore):

«una guida concisa a questioni importanti che sfidano la società moderna sul valore della libertà di parola: dove dovrebbe tracciare la linea di confine una società civilizzata? Dovremmo essere liberi di offendere la religione di altre persone? Ci sono buone ragioni per censurare la pornografia? Internet ha cambiato tutto? Questa breve introduzione è un’analisi provocatoria, chiara e aggiornata dell’assunto liberale secondo cui è opportuno proteggere la libertà di parola a ogni costo» (dalla quarta di copertina).

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consigli di lettura

Umberto Eco, Il fascismo eterno

Nelle ultime settimane si è parlato molto di fascismo, fascismo di ritorno o fascismo latente. Si è anche discusso sulla liceità o meno di scomodare questa categoria per definire fenomeni odierni, inevitabilmente diversi da quelli del passato. Sul tema riproponiamo un intervento di Umberto Eco, un discorso che tenne il 25 aprile del 1995 alla Columbia University, ora edito in italiano da La nave di Teseo, in un libretto di una cinquantina di pagine.

eco, Il fascismo eterno

Eco descrive il fascismo come un “alveare di contraddizioni”, privo di un’ideologia definita. E per questo il termine “fascismo” si adatta a diverse realtà politiche: «si può giocare al fascismo in molti modi – scrive Eco – e il nome del gioco non cambia».

«A dispetto di questa confusione, ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’”Ur-Fascismo”, o il “fascismo eterno”». Eco ne elenca 14: non è necessario che si ripresentino tutte quante per poter parlare di fascismo.

  • Culto della tradizione
  • Rifiuto del modernismo
  • Culto dell’azione per l’azione
  • Rifiuto della critica
  • Paura della differenza
  • Appello alle classi medie frustrate
  • Ossessione del complotto
  • Rifiuto della ricchezza ostentata e della forza del nemico, nemico che tuttavia si è convinti di poter sconfiggere
  • Il pacifismo è collusione con il nemico
  • Rafforzamento di un senso di “elitismo di massa”
  • Educazione al mito dell’eroe
  • Machismo
  • Populismo qualitativo: un gruppo selezionato di cittadini esprime la “voce del popolo”
  • Si parla la “neolingua” (da Orwell, 1984): un lessico povero dalla sintassi elementare che ostacoli l’esercizio del pensiero critico

Il filosofo conclude la sua analisi con un avvertimento, che è anche un’esortazione: «L’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo dicesse: “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!” Ahimè, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo».

consigli di lettura

Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi 1990.

In un momento in cui si torna a discutere di diritti e del loro fondamento, consigliamo un classico della letteratura sul tema. In questo lavoro Norberto Bobbio, uno dei massimi filosofi del diritto del ‘900, indaga e discute il concetto di ‘diritti dell’uomo’.

Tra le sue tesi vi è quella che i diritti umani non siano valori assoluti, ma storicamente e culturalmente determinati, con un’origine ben definita nella storia ed un percorso di affermazione tutt’altro che lineare.

Il problema principale oggi rispetto ai diritti dell’uomo – questa l’analisi di Bobbio – non è tanto quello della loro giustificazione per mezzo dell’individuazione di un presunto fondamento assoluto, quanto quello della loro protezione e attuazione, nella convinzione che la difesa dei diritti dell’uomo sia strettamente connessa a quella della democrazia e della pace.

Bobbio, L'età dei diritti

consigli di lettura

Kate Manne, Down Girl. The Logic of Misogeny, Oxford University Press: New York, 2018.

Down Girl di Kate Manne, Professoressa di Filosofia alla Cornell University, è il libro di cui si parla ovunque da settimane.

Nella sua analisi del concetto di misoginia Kate Manne rompe con lo schema tradizionale che interpreta la misoginia come un fattore psicologico: l’autrice ne rivendica invece l’origine sociale e culturale. La misoginia – scrive – è anzitutto un fenomeno politico. Non va intesa ed eventualmente combattuta come atteggiamento individuale del singolo, ma come una pratica, un modo di agire, sino ad oggi per lo più irriflesso, della nostra vita pubblica e privata.

Il volume esamina alcuni eventi del recente passato con l’intento di fornire una diagnosi di un aspetto della nostra società spesso incompreso e che secondo l’autrice è destinato a persistere o addirittura peggiorare.

Alcune delle recensioni al volume:

https://www.theguardian.com/books/2017/dec/20/down-girl-kate-manne-review

https://www.lrb.co.uk/v41/n05/adam-phillips/unforgiven

https://kiej.georgetown.edu/kate-manne-girl-logic-misogyny-oxford-university-press-2017/

Il sito dell’autrice con altri link ad altre recensioni e interviste:

http://www.katemanne.net/book.html

Down girl