Esercizi filosofici, filosofia pubblica

Pillole di felicità. Primo esercizio filosofico: conosci te stesso

Primo incontro del gruppo di lettura a distanza ieri, venerdì 3 aprile. Abbiamo discusso della celebre apertura della Lettera sulla felicità di Epicuro, che abbiamo commentato in due traduzioni:

 

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro“.

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Né il giovane indugi a filosofare né il vecchio di filosofare sia stanco. Non si è né troppo giovani né troppo vecchi per la salute dell’anima“.

 

Ci siamo chiesti se anche per noi oggi il filosofare corrisponda ad una ricerca della conoscenza della felicità e abbiamo ragionato insieme sull’invito di Epicuro a conoscere, noi stessi e il mondo attorno a noi, per trovare la via al nostro benessere.
Qualcuno ha notato che ci vengono insegnate moltissime cose nel corso della nostra vita, ma non a ricercare la conoscenza della felicità: “un’educazione alla felicità”, l’abbiamo definita.
 
Ci siamo lasciati con un piccolo esercizio filosofico da compiere ognuno per questa settimana. Qui l’esercizio, se volete farlo anche voi:


Ci ritroviamo giovedì prossimo, 9 aprile, sempre alle 20.30, online.
Per partecipare scrivi a: info.filosoficamente@gmail.com

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Vignetta tratta da: Jean-Philippe Thivet e Jérôme Vermer, 10 filosofi, 10 approcci alla felicità, disegni di A. Combeaud, Whitestar 2018.
consigli di lettura, Esercizi filosofici, filosofia pubblica

Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita

Di Ilaria Gaspari, Einaudi 2019.

«Ho studiato filosofia, perbacco, ma con un’attitudine così necrofila! L’ho studiata come una cosa morta – quanto sono stata stupida, ad arrivare alla laurea senza sognarmi nemmeno la fortuna che avevo! Era tutto davanti ai miei occhi e non ho visto niente. All’improvviso ogni cosa si fa spaventosamente semplice. Questi libri che non sfioravo da anni, non solo li devo aprire, non solo devo tornare a leggerli: devo lasciare che mi insegnino qualcosa, che mi educhino, una buona volta. Invece di cedere al pessimismo, voglio imparare a vivere. Mi curerò con la filosofia, come gli antichi. […]

Ho bisogno di una scuola, e di scuole, la filosofia greca antica ne ha prodotte a bizzeffe. Mi scriverò tutte quelle a cui posso iscrivermi. Comincerà così, ora che ne ho più bisogno, ora che avrei cose ben più urgenti di cui occuparmi, la mia educazione filosofica, la mia ricerca della felicità» (pp. 7-8).

gaspari, Lezioni di felicità

Sei settimane, sei scuole filosofiche, sei tentativi per scoprire la felicità e, con essa, comprendere se stessi.

Esercizi filosofici

Esame e problematizzazione del reale

Dopo aver affrontato una qualsiasi questione filosofica, agli studenti viene chiesto di interrogare il nostro presente alla luce di essa.

Lo studente deve presentare una situazione o fenomeno odierno e mostrarne l’attinenza al problema affrontato in classe, facendone emergere i nodi filosoficamente rilevanti. L’esame del presente potrà essere volto a supportare o contestare la tesi filosofica in questione.

Lo scopo dell’esercizio è promuovere negli studenti l’attitudine a problematizzare il reale e comprenderne criticamente la complessità.

 

Esame del reale

Esercizi filosofici

L’intervista immaginaria

Allo studente si chiede di produrre, su incarico di una rivista rivolta al grande pubblico, un’intervista immaginaria ad un filosofo del passato o del presente.

L’intervista deve mettere in luce gli aspetti più rilevanti, di novità, o di rottura rispetto al passato, del pensiero del filosofo.

Lo studente elaborerà delle domande mirate, facendo riferimento alle opere dell’autore, al suo contesto storico, ai concetti chiave da lui o lei utilizzati, ed eventualmente al dibattito dell’epoca sulle questioni toccate. Lo studente formulerà quindi le possibili risposte.

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Esercizi filosofici

Verità, credenza e giustificazione

Sulla base della tua intuizione di cosa sia la verità rispondi alle seguenti domande. Cerca di argomentare la tua risposta e fai degli esempi.

1. Puoi credere a qualcosa che non giustifichi? 
2. Puoi giustificare qualcosa a cui non credi?
3. Ci possono essere credenze vere non giustificate?
4. Ci possono essere credenze false giustificate?

Per approfondire la distinzione tra verità, credenza e giustificazione vedi:

Diego Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, ET Saggi, 2007.

Esercizio filosofico

Esercizi filosofici

La filosofia nell’arte

Approfondimento interdisciplinare a proposito di verità e percezione.

Una volta spiegata l’alternativa fra teorie della verità come corrispondenza (la verità è data dalla corrispondenza di rappresentazione e realtà) e teorie epistemiche della verità (la verità è interna al processo epistemico del soggetto che determina l’oggetto della nostra conoscenza), si chiede agli studenti di interpretare la celebre opera di Magritte.

Indipendentemente da quale fosse l’intenzione dell’autore, che tipo di concezione della verità secondo te esprime quest’opera?

[René Magritte, La condizione umana I, 1933, olio su tela, 100×81 cm, Washington, National Gallery of Art]

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Esercizi filosofici

Scomposizione e ricomposizione di un testo filosofico.

(Compito a casa o in classe. Eventualmente soggetto a valutazione, in aggiunta o alternativa alla tradizionale verifica).

Obbiettivo di questo esercizio è esercitare gli studenti all’analisi e ricostruzione della struttura argomentativa di un testo filosofico assegnato.

Lo studente dovrà innanzitutto individuare nel testo i passaggi principali in cui si articola l’argomento (premesse, conclusioni intermedie, tesi principale, ecc.), quindi produrre uno schema per punti che ricostruisca l’argomentazione del filosofo. Per ogni punto dello schema sceglierà un titolo e citerà il brano del testo che sviluppa quello specifico passaggio. Potrà inoltre rintracciare eventuali assunti impliciti dell’autore e indicare passaggi a suo avviso deboli o ridondanti nel discorso.

L’ordine logico scelto dallo studente per ricostruire l’argomentazione non deve necessariamente seguire quello del testo filosofico, è importante però che la struttura del ragionamento venga riproposta in modo chiaro e coerente, senza tralasciare passaggi essenziali allo sviluppo della tesi.

scomposizione di testo

Esercizi filosofici

Traduzione di un concetto filosofico in linguaggi non verbali

(Compito eventualmente da assegnare in collaborazione con uno o più colleghi di arte, disegno, musica, ecc.)

Agli studenti viene chiesto di tradurre o esprimere un concetto filosofico affrontato in classe in forme di linguaggio non verbale o miste, ad esempio attraverso un’immagine, un grafico, un disegno astratto, una scultura, un brano musicale, ecc.

Lo studente può scegliere un’opera realizzata da altri o realizzarla lui stesso.

Il lavoro viene presentato alla classe, dapprima senza spiegarlo. La classe può quindi provare a interpretarlo. Infine lo studente ne offre la sua chiave di lettura.

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Esercizi filosofici

Lettera a un filosofo

(Compito a casa o in classe. Eventualmente soggetto a valutazione, in aggiunta o alternativa alla tradizionale verifica)

Compito: agli studenti viene chiesto di scrivere una lettera ad un filosofo studiato in classe nella quale discutere una o più sue idee. Nella critica al filosofo, gli studenti possono richiamarsi alla loro esperienza personale, ad altre teorie filosofiche, o alle esigenze del loro tempo.

Lo stile: il docente può indicare lo stile della lettera o lasciarlo libero (formale, informale, con o senza citazioni da altri filosofi, limitando i riferimenti ad un contesto o meno, ecc.).

L’argomentazione: qualunque sia lo stile e il tema di discussione scelto, lo studente deve sempre argomentare la propria posizione. Nulla può essere detto gratuitamente. Anche le critiche /obiezioni al filosofo al quale si scrive vanno sempre argomentate.

Lettera

Esercizi filosofici

Che cosa significa essere ‘uomo’? Il caso del primo cyborg

Proposta approfondimento didattico.

Ambiti: il rapporto mente-corpo, etica, filosofia del presente, scienza e tecnica.

Il caso: Neil Harbisson, classe 1982, nato in Irlanda del Nord e catalano di adozione. Daltonico dalla nascita, è noto per essere la prima persona ad indossare una Cyborg Antenna per la visione dei colori nel 2004. È riuscito ad ottenere dal governo britannico il permesso ad inserire l’antenna nella foto del suo passaporto, fatto che molti hanno interpretato come riconoscimento ufficiale di Harbisson come cyborg. Nel 2010, ha fondato la Cyborg Foundation, un’organizzazione internazionale volta a sostenere tutti coloro che vogliono diventare cyborg e a difenderne i diritti.

Il dispositivo consente a Harbisson di percepire fino a 360 sfumature di colore e coglierne anche il livello di saturazione. Inoltre l’antenna ha un dispositivo wi-fi, per cui riesce a percepire informazioni che viaggiano in rete.

Per Harbisson l’essere umano è sempre stato soggetto di un processo evolutivo. L’aggiunta di tecnologia al nostro organismo non sarebbe quindi che il prossimo stadio dell’evoluzione.
Harbisson è continuamente oggetto di critiche da parte di chi non ritiene legittima la sua scelta di modificare artificialmente la propria percezione ed esperienza del mondo.

La questione: modificando il proprio apparato percettivo con l’uso della tecnologia Harbisson ha in qualche modo modificato la sua essenza di essere umano? Che cosa definisce questa essenza?

Approfondimenti:
https://www.cyborgarts.com/

http://www.arte.rai.it/…/human-il-futuro…/40029/default.aspx

Neil Harbisson