Esercizi filosofici

Che cosa significa essere ‘uomo’? Il caso del primo cyborg

Proposta approfondimento didattico.

Ambiti: il rapporto mente-corpo, etica, filosofia del presente, scienza e tecnica.

Il caso: Neil Harbisson, classe 1982, nato in Irlanda del Nord e catalano di adozione. Daltonico dalla nascita, è noto per essere la prima persona ad indossare una Cyborg Antenna per la visione dei colori nel 2004. È riuscito ad ottenere dal governo britannico il permesso ad inserire l’antenna nella foto del suo passaporto, fatto che molti hanno interpretato come riconoscimento ufficiale di Harbisson come cyborg. Nel 2010, ha fondato la Cyborg Foundation, un’organizzazione internazionale volta a sostenere tutti coloro che vogliono diventare cyborg e a difenderne i diritti.

Il dispositivo consente a Harbisson di percepire fino a 360 sfumature di colore e coglierne anche il livello di saturazione. Inoltre l’antenna ha un dispositivo wi-fi, per cui riesce a percepire informazioni che viaggiano in rete.

Per Harbisson l’essere umano è sempre stato soggetto di un processo evolutivo. L’aggiunta di tecnologia al nostro organismo non sarebbe quindi che il prossimo stadio dell’evoluzione.
Harbisson è continuamente oggetto di critiche da parte di chi non ritiene legittima la sua scelta di modificare artificialmente la propria percezione ed esperienza del mondo.

La questione: modificando il proprio apparato percettivo con l’uso della tecnologia Harbisson ha in qualche modo modificato la sua essenza di essere umano? Che cosa definisce questa essenza?

Approfondimenti:
https://www.cyborgarts.com/

http://www.arte.rai.it/…/human-il-futuro…/40029/default.aspx

Neil Harbisson

Esercizi filosofici

Love is a Fallacy

Per un lavoro in classe sull’argomentazione: simpatico video sulle fallacie logiche tratto dal racconto Love is Fallacy (1951) di M. Shulman.
Traduzione del testo e materiale didattico sulla teoria dell’argomentazione disponibile qui:
http://www.argomentare.it/

Video:

Esercizi filosofici

La libertà di essere altro: gli oggetti (im)possibili

(Attività per la scuola media)

Gli “oggetti (im)possibili” prendono ispirazione dalle opere di Jacques Carelman, artista e pittore francese, che nel 1969 pubblica il «Catalogo degli oggetti introvabili», concepito come parodia di un catalogo di vendita per corrispondenza di fine ottocento.

I suoi “oggetti introvabili” sono oggetti stravaganti, improbabili, che non rispondono ad alcuna logica di ‘utilità’, ma non per questo privi di valore e di bellezza.

A noi sono parsi oggetti liberi, liberi di essere altro da ciò che generalmente vengono ritenuti essere.

Come Carelman, anche noi abbiamo immaginato oggetti buffi, apparentemente ‘sbagliati’, ribelli alla funzione che normalmente viene loro attribuita. Li abbiamo immaginati come simboli della libertà di essere altro.

E voi, che oggetti (im)possibili riuscite a immaginare?

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