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NEUROSCIENZE E LIBERO ARBITRIO

L’ennesimo esperimento che riesce a predire le nostre decisioni prima che noi ne siamo coscienti. Come cambia il nostro concetto di libertà alla luce di queste evidenze?

Neuroscientists can read brain activity to predict decisions 11 seconds before people act

By Olivia Goldhill

https://qz.com/1569158/

neuroscienze

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PUBLIC PHILOSOPHY: la filosofia pubblica è buona per la società e per la filosofia?

In queste settimane si discute di Public Philosophy, filosofia pubblica. Ci si chiede anzitutto che cosa sia la Public Philosophy: si distingue dalla filosofia professionale o accademica? Se sì, in che termini? O non c’è filosofia che non sia anche filosofia pubblica, per tutti? È utile fare filosofia con non addetti ai lavori? Per quali motivi? Ma, soprattutto, la filosofia pubblica realizza o tradisce il compito ultimo della filosofia?

public philosophy

Queste e altre domande vengono poste nel dibattito, rianimato recentemente da un articolo di Agnes Callard, “Is Public Philosophy Good?”

https://thepointmag.com/…/agnes-callard-is-public-philosoph…

«La filosofia pubblica – scrive Callard – aspira a liberare il soggetto dai suoi confini accademici: a porre la filosofia in azione. È questa una buona cosa?» si chiede. Callard analizza la questione, ma sceglie di non fornire una risposta definitiva, lasciando aperta la domanda ad ulteriori sviluppi. L’articolo, del resto, è il primo di una serie che seguiranno su «The Point» dedicati al tema.

Su un aspetto però, che a suo dire caratterizzerebbe la filosofia pubblica, Callard si mostra molto critica: la dicotomia “business o piacere”. Secondo Callard, infatti, chi propone filosofia ad un pubblico generalista è costretto a presentarla o come foriera di risposte ‘utili’ alla vita quotidiana, o come momento intellettualmente stimolante e quindi divertente. Entrambe queste aspirazioni, tuttavia, sarebbero fortemente limitative del fare filosofia.

All’articolo della Callard hanno risposto in molti. Qui segnaliamo due interventi.

Il primo è di Justin Weinberg, che dalle colonne del Daily Nous riformula la questione: “How is Good Public Philosophy Possible?”

http://dailynous.com/…/how-is-good-public-philosophy-possi…/

Secondo Weinberg la filosofia pubblica non è costretta a scegliere tra la dicotomia business (o utilità) e piacere, ma ha molte più opzioni . Un rischio però, concorda Weinberg con Callard, lo corre la filosofia pubblica quando, nel tentativo di attrarre pubblico, può essere tentata di enfatizzare le possibili risposte alle grandi questioni, più che il loro aspetto problematico e il lavoro di continua ricerca della filosofia.

Il secondo intervento che segnaliamo è a firma del Committe del Public Philosophy Network: Nancy McHugh, Evelyn Brister, Ian Olasov e Todd Franklin, i quali dal blog della American Philosophical Association hanno risposto alla Callard con l’articolo “Public Philosophy Is Good—For Philosophy and For the Public”.

https://blog.apaonline.org/…/public-philosophy-is-good-for…/

Gli autori entrano nel merito della, secondo loro falsa, dicotomia presentata dalla Callard e ne discutono criticamente entrambe le alternative. Quindi propongono argomenti in favore della filosofia pubblica, sostenendo che fare filosofia pubblica sia utile non solo per la società, ma per la filosofia stessa.

Per approfondire:

A.Hosein, Taking Public Philosophy Seriously, 2017:
http://dailynous.com/…/taking-public-philosophy-seriously-…/

Public Philosophy Journal:
https://publicphilosophyjournal.org/

Public Philosophy Network:
http://publicphilosophynetwork.ning.com/

Essays in Philosophy, numero dedicato alla Public Philosophy:
https://commons.pacificu.edu/eip/vol15/iss1/1/

#publicphilosophy #filosofiapubblica

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Adelino Cattani, Botta e risposta. L’arte della replica, Il Mulino 2001.

«Imparare a dibattere ha una funzione che si potrebbe definire “ecologica”, nel senso che aiuta a sopravvivere in un mondo pieno di argomenti inquinati o avvelenati: rende più avvertiti nei confronti degli innumerevoli vizi, errori, pecche, stratagemmi e espedienti, nostri e dei nostri interlocutori-avversari, che inficiano molti ragionamenti che apparentemente sembrano accettabili. […]

Cinque sono i diversi modi di dibattere individuati ed esaminati: polemica, trattativa, confronto, indagine, colloquio. […] Per ciascun tipo di dibattito sono indicati schemi argomentativi tipici, mosse prevalenti (nel duplice senso di più frequenti e più forti) e criteri di valutazione, con particolare interesse per gli effetti prodotti dalle fallacie e dalle violazioni della buona creanza dibattimentale. […]

È tragico parlare bene e avere torto, ammonisce Sofocle nella sua Elettra; ma è ancor più tragico che qualcosa sia imposto con tecniche di manipolazione subdola, le più efficaci delle quali sono quelle che non fanno intervenire la ragione e l’argomentazione.» (Adelino Cattanei, Botta e risposta. Prefazione).

 

Cattani, Botta e risposta

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Steven Nadler, Ben Nadler, Eretici!, Carocci 2017

“Da Galileo a Descartes a Leibniz e Newton, l’entusiasmante storia dei filosofi del Seicento raccontata per immagini da un grande studioso e da suo figlio illustratore.

Eretici! ripercorre l’avvincente storia di alcuni grandi pensatori del Seicento che sfidarono l’autorità – talvolta rischiando la scomunica, la prigione e persino la morte – per gettare le basi della filosofia e della scienza moderne. Votati alla ragione più che alla fede, filosofi litigiosi e controversi quali Galileo e Descartes, Spinoza, Hobbes, Locke, Leibniz e Newton hanno cambiato radicalmente la nostra visione del mondo, della società e di noi stessi, difendendo con forza le loro idee “scandalose” sulla natura, la religione, la politica, la conoscenza e la mente umana.

Eretici! racconta – in modo intelligente e brillante – il loro pensiero, le loro vite e il tempo in cui vissero, soffermandosi su alcuni momenti chiave della storia della filosofia moderna: dalla morte sul rogo di Giordano Bruno all’arresto di Galileo, dal cogito ergo sum cartesiano allo stato di natura hobbesiano, fino allo sconvolgente Trattato teologico-politico di Spinoza.”

Eretici!