Secondo pomeriggio filosofico in biblioteca, stavolta per ragazze e ragazzi dai 9 agli 11 anni.
Ieri, sabato 4 maggio 2024, presso la Biblioteca di Pontevico ci siamo trovati per ragionare di noi, tra presente, passato e futuro. Insieme abbiamo provato a capire qualcosa di più su come ciascuno di noi concepisce se stesso: il nostro futuro è già scritto o è frutto delle nostre scelte? Siamo liberi nelle nostre scelte o condizionati da qualcosa/qualcuno? Se potessimo conoscere il nostro futuro, lo faremmo? E se potessimo cambiare qualcosa del nostro passato?

Siamo partiti da un racconto tratto da The if Machine di Peter Worley. Ragazze e ragazzi hanno immaginato cosa farebbero di fronte a un libro che sembra presentare l’intera storia della loro vita: giunti alla parte che descrive l’istante presente, girerebbero la pagina? Ma soprattutto, cosa immaginano vi sia nelle pagine successive? Una storia già scitta – e se si da chi? – o pagine bianche?
Per più di un’ora il gruppo di preadolescenti ha discusso, ragionato, fatto ipotesi e tratto conclusioni.
“Se giri la pagina e scopri che non realizzarai mai un tuo sogno, potresti cambiare sogno“.
“Per me dovresti comunque provare a raggiungere qual sogno, non arrenderti perchè qualcuno o qualcosa ti ha detto che non lo raggiungerai“.
“Magari nel provarci comunque poi capisci che ti piace di più fare altro, ma almeno così è stata una scoperta tua, non qualcosa di imposto da altri“.
“Per me è importante la libertà“.
“Sì, anche per me. Però penso anche che a volte sarebbe meglio se qualcuno di più grande di noi decida per noi… non sempre sappiamo cosa è meglio per noi…“.
“Però se a noi ragazzi viene detto cosa possiamo o non possiamo fare, spesso ci viene solo il desiderio di trasgredire quelle imposizioni!”
E così, di pensiero in pensiero, la discussione procede inarrestabile. Qualcuno più volte esclama “Ho cambiato idea! Penso abbia ragione lei/lui“, altri hanno bisogno di pensarci su: “è una domanda difficile, non sono sicura… Mi sembra abbia ragione X, però anche quello che dice Y ha senso… Ci devo pensare“.
E proprio l’invito a pensare è il senso di questi laboratori: sollecitare tutti, grandi e piccini, a chiarirsi le idee nel confronto con gli altri sul nostro modo di concepire noi stessi e la realtà. (Prendetevi qualche minuto per leggere le lavagne con gli appunti di alcune delle cose dette e pensate da questi ragazzi – tutto partito da loro, senza il suggerimento dell’adulto).


Come sempre, in queste attività, lo stimolo offre solo un pretesto per una ricerca che potrà prendere impreviste direzioni. E così, questo gruppo di ragazzi si sofferma a lungo a riflettere sull’opportunità, o meno, di cancellare qualche dispiacere, qualche dolore.
“Anche l’umiliazione più grande è parte di ciò che sei, non ha senso toglierla“.
“Sono come le fondamenta di una casa, dolori e dispiaceri ti fanno maturare e capire molte cose, io non le eliminerei“.
Qualcun altro, invece, la pensa diversamente: “è vero che anche i dolori servono, però se ne avessi la possibilità credo che qualcuno me lo risparmierei volentieri!“.
Il laboratorio si chiude con un momento creativo: abbiamo chiesto ai ragazzi di dare corpo al loro ‘libro della vita’. Cosa ci sarebbe scritto e cosa no, quali poteri vorrebbero avesse (riscrivere il passato, prevedere il futuro, ecc.)?
Le loro opere le potrete vedere presto esposte in biblioteca, assieme a tanti consigli di lettura per avvicinare bambini e ragazzi alla filosofia!






Lo stesso laboratorio verrà riproposto venerdì 17 maggio, alle ore 21, per gli adulti. Chissà se il filo del ragionamento prenderà altre strade…