“Filosofia sotto l’albero”: parliamo di bellezza

Quarto incontro con gli ospiti e le ospiti della casa di riposo La Pace di Cremona, quarto laboratorio filosofico di questo caldissimo mese di luglio 2024. Il maestoso ippocastano ci protegge dalla calura e ci accoglie in una scenografia di rara bellezza. Ed è proprio di “bellezza” che ragioneremo oggi.

Non faccio in tempo a scrivere la parola sulla lavagna che subito un signore ricorda una citazione: “la bellezza salverà il mondo!” aveva detto qualcuno. Ma cosa avrà voluto dire?

Da qui parte la nostra indagine attorno al concetto di “bellezza”. Emerge subito una distinzione tra bellezza esteriore e quella interiore, per qualcuno la seconda è più importante della prima, ma altri non sono d’accordo. “Io credo che le due si alimentino a vicenda, una persona bella dentro lo è anche fuori”.

Ma cosa vuol dire essere “belli dentro”, chiedo. Qui emergono tutta una serie di valori che, scopriamo, sono anzitutto morali: bontà, generosità, rispetto, altruismo, gentilezza, ecc. La dimensione estetica si intreccia con quella morale, dunque. La settimana scorsa avevamo parlato di giustizia, e il tema ritorna. C’è bellezza anche nella giustizia? Altro tema dalla lunga tradizione. Ci soffermiamo su questo, ma il gruppo pare non avere dubbi: certamente c’è bellezza nella giustizia!

Per qualcuno la bellezza si intreccia anche con la dimensione spirituale, di fede: “la bellezza è in Dio”, “si è belli quando si ha fede”, mi viene detto.

La discussione procede, la nostra lavagna si infittisce mano a mano che emergono ulteriori dimensioni intrecciate a quella della bellezza. Mi sembra di riconoscere nelle parole di uno o l’altra interlocutrice teorie filosofiche sottese: “per me la bellezza ti eleva – io non posso non pensare a Platone -, ti fa dimenticare il tuo quotidiano, il dolore, la bruttezza che ci circonda e per un attimo di trasporta altrove”. ” Ti rende migliore”.

Ci chiediamo se è in questo senso che la bellezza possa salvare il mondo, perchè è in grado, anche nel contesto più degradato, di elevare i singoli, di mostrare loro un’alternativa. “Però – interviene a questo punto qualcuno – bisogna essere pronti anche a riconoscerla questa bellezza. Se si è in un contesto di sofferenza, può darsi che non la si veda nemmeno più!” Un altro nodo proposto, un altro filo da seguire per il nostro ragionamento: servirà dunque una sorta di “educazione alla bellezza“? Per qualcuno sì, certamente, altri non ne sono sicuri, pensano che serva piuttosto una certa sensibilità innata a riconoscere il bello.

Ad un certo punto mostro alcune immagini, possibili esempi di bellezza. Li osserviamo e li discutiamo. Sono tutti “belli” forse, eppure esprimono idee diverse di bellezza. C’è un dettaglio della Venere di Botticelli, una fotografia di una leonessa con il suo cucciolo, un paesaggio di ciliegi in fiore e il Partenone al chiaro di luna.

“Sono tutte molto belle, ma lo sono in modo diverso. Non saprei dire perchè. Ci dovrei pensare”, mi dice una signora. E allora pensiamoci insieme! Mentre le esaminiamo, una ad una, gli ospiti e le ospiti della casa di riposo individuano elementi differenti che fanno sì che ciascuna di quelle immagini ci paia ‘bella’, sebbene di una bellezza diversa. C’è il fattore artistico, c’è quello della relazione, della cura, c’è la quiete della natura, l’armonia di colori, c’è la maestosità di una costruzione, la storia che tramanda, l’armonia tra artificiale e naturale. Ma c’è anche l’imperfezione in tutte queste immagini, qualcuno nota: “Nessuna è perfetta, eppure forse anche questo le rende ‘belle'”.

Come ogni mattina, è il tempo che decide la fine della nostra discussione, noi saremmo andati avanti ancora.

E’ l’ultimo venerdì di questa serie di “Filosofia sotto l’albero”. Sono tutti molto delusi che non ci si rivedrà venerdì prossimo, e lo sono anch’io. E’ stato per me un vero piacere e un onore poter fare filosofia insieme a questo gruppo di persone. Ci salutiamo con un “arrivederci a presto” e qualcuno aggiunge “ma che sia presto davvero!”.

Iniziativa in collaborazione con Consultorio Ucipem Cremona e parte del Progetto “KINTSUGI UNITI CON L(‘)ORO”, Regione Lombardia Bando Terzo Settore Triennio 2023-2025.