lunedì 4 Marzo, 2024

Laboratorio filosofico all’Infanzia. Proviamo a vedere (altrimenti)

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Quattro laboratori filosofici nella Scuola dell’Infanzia “Regina Pacis” di Pralboino (BS), con bambini e bambine dai 3 ai 5 anni. Ecco com’è andata!

Secondo laboratorio

Prima parte: il dialogo

Per questo dialogo usiamo come stimolo alla riflessione l’album illustrato Che cos’è?” di E. Roca e C. Inaraja, Fatatrac 2020.

La lettura dell’album invita i bambini a riflettere su cosa significhi ‘vedere’: Che cos’è? E se quello che vedi non fosse ciò che sembra?

Dal dialogo:

  • Come facciamo a “vedere qualcosa”?

– –Servono gli occhi

  • E se non siete sicuri di quello che vedete, cosa fate?

Ci andiamo più vicino

Oppure guardiamo meglio!

Serve attenzione! Devi guardare bene bene.

  • O se ancora non capisci?

Provi a toccarlo

  • Leggendo il libro a volte ci siamo sbagliati rispetto a quello che pensavamo di vedere, come mai?

Perché a volte l’animale ma era piccolino

Oppure era nascosto

Se ne vedeva un pezzetto, ma non tutto, e sembrava qualcosa d’altro

  • Quando non eravamo molto sicuri di quello che vedevamo, cosa abbiamo fatto?

Abbiamo tirato a indovinare!

  • E come si fa a tirare a indovinare?

Si usa il cervello!

Tiri a indovinare quando non sai una cosa, quando non sei sicuro…

-Io sono brava a indovinare!

Io non tanto…

Seconda parte: il laboratorio creativo

Tre stimoli per provare a “vedere altrimenti”, tre fogli bianchi con un pallino nero, una linea curva e una macchia di colore, e una sola richiesta: «Cosa vedete in questi fogli? Cosa possono essere queste forme?».

E così, i bambini fanno esercizio di immaginazione: pallino, curva e macchia si trasformano in volti, oggetti o paesaggi, a seconda di quello che ciascuno ‘vede’ in essi.

Pallino/curva/macchia diventano parte di qualcosa di più grande: il pallino diventa il naso di un coniglietto, il centro di un fiore, l’occhio di una persona; la curva la parte di un viso, il contorno di un occhio; le macchie diventano elementi di paesaggi, ecc.

Per qualche bambino da pallino, curva e macchia prendono forma figure fantastiche: una macchina volante, dei mostri, ecc.

Vi è chi, poi, inserisce l’elemento dato in una situazione del proprio vissuto: il fiore che il papà regala alla mamma, la palla di quando gioco con gli amici, la famiglia.

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