giovedì 8 Aprile, 2021

Postverità di Lee McIntyre (Utet 2019)

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Come siamo arrivati all’epoca della post-verità, nella quale i “fatti alternativi” rimpiazzano i fatti reali, e i sentimenti hanno maggior peso dell’esistenza?

Che cos’è esattamente la post-verità?

Un’illusione di massa o una menzogna audace?

Analizzando esempi recenti tratti dalla vita politica americana, ma per i quali è facile trovare un corrispettivo nella politica italiana – affermazioni gonfiate sulla dimensione della folla all’inaugurazione di Trump, statistiche fasulle sulla criminalità e accuse infondate sul voto popolare del 2016- McIntyre spiega come la post-verità non sia semplicemente un tentativo di ingannarci, ma una vera e propria affermazione di supremazia ideologica. 

La post-verità, però, non è iniziata con le elezioni del 2016, ma affonda le sue radici nel negazionismo scientifico, nei pregiudizi cognitivi e nel postmodernismo e si verifica ogni volta in cui le parti interessate cercano di convincere gli altri a credere in qualcosa che si basa sui loro interessi ideologici, anche se fatti ed evidenze non lo sostengono.

La situazione prospettata è oggettivamente preoccupante, anche a causa del declino dei media tradizionali e l’ascesa dei social media che favoriscono la diffusione del fenomeno, ma McIntyre chiude lasciando un barlume di speranza: la post-verità si può combattere, e il primo passo per farlo è capire da dove proviene.

Lee McIntyre è ricercatore presso il Centro di filosofia e storia della scienza dell’Università di Boston e docente di Etica presso l’Harvard Extension School.

(dalla pagina dell’editore, Utet 2019)

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