didattica della filosofia, Esercizi filosofici, Fil(m)osofia

Cinema, filosofia e Debate!

Esercizio filosofico per gli ultimi giorni di scuola.

  1. Vedremo uno o più trailer o spezzoni di film o serie
  2. Li analizzeremo: quali questioni filosofiche (epistemologiche, etiche, politiche, ecc.) pone?
  3. Proveremo a formulare una ‘mozione’ per ciascuno di essi, ossia una questione dibattibile.
  4. In gruppi, lavoreremo sulla questione, cercando di formulare argomenti PRO o CONTRO.
  5. Debate: due gruppi per ciascuna mozione si sfideranno in un dibattito.

Un modo divertente per ritrovare teorie e concetti affrontati durante l’anno scolastico in altre forme, esercitare lo ‘sguardo filosofico’ di analisi del reale, e un’occasione per discutere insieme di tematiche che ci stanno a cuore.

Per consigli su possibili film da utilizza vai alla rubrica Fil(m)osofia.

didattica della filosofia, Evento

Introduzione al Debate: corso di formazione docenti

E’ iniziato ieri il corso di formazione per docenti di introduzione al Debate.

Per sette incontri ragioneremo insieme sui fondamenti pedagogici e filosofici di questa metodologia didattica e sulle diverse finalità formative che con essa ci si propone di raggiungere. I docenti acquisiranno familiarità con le principali tipologie di Debate e verranno guidati all’introduzione di questa pratica in aula e alla sua valutazione. Infine, rifletteremo sui possibili rischi o derive del gioco del Debate e come neutralizzarle.

1)Introduzione alla pratica dell’argomentazione.   Debate: che cos’è, le finalità formative e i possibili rischi della pratica.
2)Le competenze richieste nel debate: definizione, ricerca, esposizione, confutazione di una tesi.
3)Esercitazione a gruppi
4)Cattive argomentazioni: le fallacie logiche
5)Come valutare il debate
6)Esercitazione a gruppi
7)Progettazione interventi per il prossimo anno scolastico (programmazione di un piano di lavoro condiviso) e conclusione.

Per informazioni: info.filosoficamente@gmail.com

consigli di lettura, didattica della filosofia

Debate: consigli di lettura per iniziare

Il Debate nasce come specifica tecnica argomentativa all’interno di una cornice di regole e metodologie precise. Da tempo si è affermata come una vera e propria metodologia didattica e formativa nelle scuole di ogni ordine e grado, ed è oggetto di sempre maggiore attenzione anche da parte della formazione professionale e per adulti.

Oltre ad essere una pratica che riscuote grande interesse negli studenti di tutte le età – i tornei e campionati di Debate, nazionali e internazionali, registrano da anni un’altissima partecipazione e attenzione da parte anche del grande pubblico –, il Debate è ormai riconosciuto come un valido strumento per la formazione e il potenziamento di alcune abilità specifiche e, soprattutto, di competenze trasversali.

Per chi fosse interessato a saperne di più proponiamo qui alcuni consigli di lettura dai quali partire.

Sono tre pubblicazioni a cura della Fondazione Giuseppe Merlini, che dal 2015 promuove iniziative di sostegno alla didattica e alla formazione dei giovani. Particolarmente attiva nella diffusione del Debate in Italia, la fondazione sostiene corsi di formazione, iniziative e pubblicazioni inerenti alla pratica del dibattito.

Il primo testo che abbiamo letto è Debate. Pratica, teoria e pedagogia, di Manuele De Conti e Matteo Giangrande, edito da Pearson nel 2018.

Il volume offre una panoramica generale per orientarsi nel mondo del Debate e acquisire familiarità con questa metodologia didattica. Gli autori introducono gli aspetti teorici e pedagogici alla base della pratica, per poi presentare nel dettaglio regole e procedure del format attualmente più diffuso, il World School Debate (WSD). Vengono dati consigli utili ai docenti su come introdurre il dibattito in classe e come valutare l’attività.

Gli altri due volumi che abbiamo incontrato sono i primi due numeri di una collana interamente dedicata al Debate. Sono agili volumetti, ciascuno dedicato ad approfondire un aspetto specifico del Debate.

Particolarmente indovinata, per chi scrive, la scelta di aprire la collana trattando la questione etica del Debate. Etica del Debate, di Manuele De Conti e di Joseph Zompetti (Pearson 2019), affronta una questione centrale della pratica del dibattito: il rispetto e la promozione di alcuni valori etici, quali l’onestà intellettuale, la lealtà, il rispetto delle opinioni altrui. Uno dei possibili rischi di questa attività è infatti che l’elemento competitivo e ludico prenda il sopravvento, portando ad una degenerazione sofistica dell’esercizio oratorio. Prendendo sul serio tale possibilità, il volume guida docenti e studenti a non perdere di vista la dimensione etico-politica e il valore pedagogico che muove la pratica.  

Il secondo volume della collana è Le regole del Debate. Guida ai protocolli per coachers e Debater, di Matteo Giangrande. Ci offre un’agile panoramica dei principali protocolli di Debate oggi diffusi nel mondo. L’autore ci mostra come, nel caso del gioco del Debate, la forma determini la sostanza: i differenti modelli di Debate richiedono strategie operative differenti che, inevitabilmente, promuovono competenze diverse. Per il docente interessato a introdurre in classe il dibattito come metodologia didattica, questa lettura è un aiuto importante per compiere una scelta consapevole e ragionata fra i molti modelli di Debate oggi disponibili.

consigli di lettura, didattica della filosofia, filosofia pubblica

Filosofia per immagini: La meravigliosa vita dei filosofi di Masato Tanaka

UN LIBRO ORIGINALE E VISIONARIO PER RISCOPRIRE LA FILOSOFIA
2600 ANNI DI STORIA DEL PENSIERO SPIEGATI PER IMMAGINI

Oltre 200 concetti cardine della storia del pensiero occidentale tradotti in immagini vivide, concrete e innovative, capaci di trasformare processi mentali di grande complessità e astrazione in un racconto straordinario alla portata di tutti.

Vallardi Editore, 2018

https://www.vallardi.it/catalogo/scheda/la-meravigliosa-vita-dei-filosofi-libro.html

Masato Tanaka è un artista e scrittore nato in Giappone nel 1970. Con questo lavoro ha rappresentato concetti e teorie della storia del pensiero in visioni e immagini che potessero parlare a tutti.

Un libro per scoprire e riscoprire la storia della filosofia in un linguaggio diverso, più accessibile, ma non banalizzante. Settanta filosofi, da Talete a Negri, spiegati in modo semplice, in quella che si presenta come un’importante opera divulgativa del pensiero filosofico, utile anche a finalità didattiche.

Evento

Esercizi di dialogo filosofico per fare filosofia con i bambini

A proseguimento del percorso di formazione iniziato lo scorso anno scolastico Filosofiamo. Fare filosofia nella Scuola dell’Infanzia e Primaria (2019-20), si propone un momento di esercitazione pratica in vista dell’introduzione in classe delle pratiche filosofiche.

Questo percorso formativo, specificatamente rivolto alle insegnanti della scuola dell’Infanzia, è pensato per accompagnare le insegnanti nella fase di progettazione e preparazione di ogni singolo intervento, e di revisione e valutazione di quanto fatto a seguire.

Appuntamento online, a partire da venerdì 22 gennaio 2021, ore 16.30.

Esercizi filosofici, Fil(m)osofia

Fil(m)osofia: esercizio di filosofia con il cinema

Esercizio filsofico per le vacanze, per gli alunni di liceo o per chiunque ne avesse piacere!

Guarda un film, puoi scegliere tra quelli consigliati (vedi nella sezione Fil(m)osofia del sito) o uno a tuo piacere.

Scrivi una breve recensione filosofica. Individua uno o più temi filosofici che la pellicola propone, possono essere questioni epistemologiche (es: come conosciamo la realtà? La nostra conoscenza è affidabile? Potremmo essere ingannati nella nostra percezione del mondo? Ecc.), metafisiche (cosa esiste? Dio esiste? Abbiamo un’anima? Cosa c’è dopo la morte? Ecc.) o etico-politiche (cosa è giusto o sbagliato? Quali diritti dovrebbero avere i cittadini? Ci sono forme di discriminazione in una data comunità? Quale ruolo svolgono i nostri pregiudizi nella vita di comunità? Ecc.).

Il film potrebbe toccare la questione da te individuata in modo esplicito o implicito: il tema scelto potrebbe svolgere un ruolo centrale nella trama, o servire solo da contorno della storia, non importa. Ciò che conta è che tu l’abbia riconosciuto come una questione degna di interesse.

Illustra brevemente la questione così come viene presentata nel film (puoi anche descrivere una o più scene) e poi spiega con parole tue qual è il problema filosofico posto.

Puoi aggiungere una tua opinione personale sulla questione specifica o su come il film la propone. Pensi che la pellicola aiuti a chiarire il problema filosofico? La storia trattata sollecita una riflessione sul tema e come? Invita il pubblico a riflettere su aspetti generalmente poco trattati del problema? In che modo il film ha aiutato te personalmente a ragionare sulla questione?

L’esercizio vuole fornire un molteplice stimolo formativo: esercitare l’esposizione scritta con un lavoro autonomo e piacevole; invitare a guardare con occhi diversi un film, abituandosi a cercare in qualsiasi opera (anche in quelle meno scontate) un’occasione per riflettere su temi fondamentali della nostra esistenza; infine, e non da ultimo, vuole offrire l’occasione di ritrovare quanto studiato nei ‘classici’ della filosofia in altre forme e linguaggi più vicini alla sensibilità di chi li sceglie.

filosofia pubblica

Un software esiste?

Si può dire che un softwar esista? E in che senso esiste?


Discussione di metafisica con alcuni ragazzi di IV liceo. Si è partiti dal cogito Cartesiano – penso, dunque sono – e ci si è chiesti in che senso il pensiero ‘è’, cosa significa esistere per qualcosa di non materiale.


Da questa discussione un ragazzo ha posto la domanda “e un software esiste?”.

Qualcuno ha proposto che sì, il software ha comunque bisogno di un supporto materiale per operare e per questo esiste. Il presupposto implicito di questa posizione, che abbiamo chiarito, è che l’esistenza presupponga la materia.

Anche ammesso questo presupposto, altri hanno obbiettato il supporto materiale del software sarebbe l’hardware e la definizione stessa di software lo distingue da quello. Dovremmo quindi dire che il software, non essendo materiale, non esiste?


Qualcuno ha a questo punto suggerito di cambiare la definizione di ‘esistenza’ e allargarla a tutto ciò che ‘ha un qualche effetto su di noi’. Così facendo oggetti come il software, la mente, le emozioni, o Dio possono rientrare dentro la categoria di esistenti, pur non avendo un supporto fisico.

A questo punto l’ora è finita. Non si sarà risolto uno dei problemi più complessi della filosofia, ma è certamente stata una bella discussione di metafisica con ragazzi e ragazze di quarta superiore.

Evento, filosofia pubblica

Filosofia d’estate: laboratorio filosofico online

Introduzione alla filosofia I

Che cos’è un laboratorio filosofico:

È un momento di riflessione e dialogo razionale guidato. A partire da un testo, si viene condotti nell’esame di alcune questioni filosofiche attraverso la discussione in gruppo. Si lavora sull’argomentazione, provando a riconoscere buoni da cattivi argomenti, smascherando assunzioni e pregiudizi impliciti nelle opinioni di ciascuno, ed esercitando la capacità di analisi di questioni complesse.

Il laboratorio è aperto a tutti gli interessati (sino ad un massimo di 8 persone), non sono necessarie conoscenze filosofiche pregresse.

Il testo scelto è la celebre introduzione alla filosofia di Thomas Nagel. L’opera è ormai un classico della divulgazione filosofica, Nagel riesce con un linguaggio semplice ma preciso a presentare alcune delle più grandi domande filosofiche: come conosciamo qualcosa, il problema delle altre menti, il problema mente-corpo, la natura del linguaggio, il libero arbitrio, il fondamento della moralità, l’idea di giustizia sociale, la natura della morte, il significato della vita.

«Questo libro è una breve introduzione alla filosofia per persone che del soggetto ignorano i rudimenti. […] Questa è una introduzione diretta a nove problemi filosofici, ciascuno dei quali può essere compreso in se stesso, senza riferimento alla storia del pensiero. Non discuterò i grandi scritti filosofici del passato o lo sfondo culturale di quegli scritti. Il nucleo della filosofia sta in certe questioni che lo spirito riflessivo umano trova naturalmente sconcertanti, e il modo migliore per cominciare lo studio della filosofia è pensarci sopra direttamente. Una volta fatto ciò, si è nella posizione migliore per apprezzare il lavoro di altri che hanno cercato di risolvere gli stessi problemi.»

Nagel, una brevissima introduzione_

Come funziona:

Useremo Zoom. Vi basterà scaricare l’app gratuita Zoom Cloud Meeting (https://zoom.us/meetings ). Riceverete alla mail da voi indicataci un invito prima di iniziare il nostro incontro, dovrete cliccare sul link e accettare di unirvi all’incontro (“Join Meeting”).

Una selezione di brani verrà inviata via mail agli iscritti.

Sono possibili due opzioni, una pomeridiana ed una serale. Gli incontri partiranno se si raggiunge un numero minimo di 4 iscritti, per un numero massimo di 8. Al momento della prenotazione, indicare l’opzione scelta.

Tematica Gruppo pomeridiano Gruppo serale
Come conosciamo qualcosa Venerdì 10 luglio

Ore 14-15.30

Giovedì 9 luglio

Ore 20.30-22

Il problema delle altre menti Venerdì 17 luglio

Ore 14-15.30

Giovedì 16 luglio

Ore 20.30-22

Il problema mente-corpo Venerdì 24 luglio

Ore 14-15.30

Giovedì 23 luglio

Ore 20.30-22

La natura del linguaggio Venerdì 31 luglio

Ore 14-15.30

Giovedì 30 luglio

Ore 20.30-22

 

Quanto costa:

40 euro per 4 incontri da 1,5 ore ciascuno, per un totale di 6 ore.

Come iscriversi:

Per prenotarsi, o per ulteriori informazioni scrivi a: info.filosoficamente@gmail.com

 

www.filosoficamentelab.com ; https://www.facebook.com/filosoficamente.lab/

Evento, filosofia pubblica

Filosofia d’estate: laboratorio filosofico online

Esercizi di dialogo filosofico: per fare filosofia con i bambini

Che cos’è un laboratorio filosofico:

È un momento di riflessione e dialogo razionale guidato. Lo scopo specifico di questa proposta è avvicinare insegnanti ed educatori alla pratica del far filosofia con i bambini, e consentire a chi già la conosce di affinare tecniche e strategie operative facendo esperienza di momenti di dialogo filosofico con adulti e colleghi. Può essere anche un lavoro preparatorio per sessioni da portare in classe.

Lavoreremo su un bellissimo racconto illustrato, appositamente pensato per fare filosofia con i bambini: A. Sátiro, La coccinella Isabella, edizioni Junior 2004. Leggeremo insieme il testo, e a partire da questo si discuteranno le questioni emerse in un momento di dialogo guidato. Alla fine, ragioneremo insieme su quanto fatto (metacognizione), provando a ricostruire il percorso che ha preso il nostro ragionare collettivo, le eventuali risposte individuate e le molte domande aperte.

La coccinella isabella

Il laboratorio è aperto a tutti gli interessati (sino ad un massimo di 8 persone),

non sono necessarie conoscenze filosofiche pregresse.

Come funziona:

Ci troviamo a cadenza settimanale, a distanza, usando Zoom. Vi basterà scaricare l’app gratuita Zoom Cloud Meeting (https://zoom.us/meetings ). Riceverete alla mail da voi indicataci un invito prima di iniziare il nostro incontro, dovrete cliccare sul link e accettare di unirvi all’incontro (“Join Meeting”).

Non è necessario l’acquisto del libro.

Sono possibili due opzioni, una pomeridiana ed una serale. Gli incontri partiranno se si raggiunge un numero minimo di 4 iscritti, per un numero massimo di 8. Al momento della prenotazione, indicare l’opzione scelta.

Gruppo pomeridiano Gruppo serale
Martedì 7 luglio

Ore 14-15.30

Mercoledì 8 luglio

Ore 20.30-22

Martedì 14 luglio

Ore 14-15.30

Mercoledì 15 luglio

Ore 20.30-22

Martedì 21 luglio

Ore 14-15.30

Mercoledì 22 luglio

Ore 20.30-22

Martedì 28 luglio

Ore 14-15.30

Mercoledì 29 luglio

Ore 20.30-22

 

Quanto costa:

40 euro per 4 incontri da 1,5 ore ciascuno, per un totale di 6 ore.

Come iscriversi:

Per prenotarsi, o per ulteriori informazioni scrivi a: info.filosoficamente@gmail.com

www.filosoficamentelab.com ; https://www.facebook.com/filosoficamente.lab/

Senza categoria

Che cos’è il merito? Prima tappa di un percorso didattico tematico

Il principio del merito come criterio di distribuzione dei beni o di opportunità è oggi saldamente fissato nel nostro sentire comune: lo si ritiene un legittimo ascensore sociale e lo si difende come garanzia di equità di trattamento contro privilegi e discriminazioni. Ma siamo sicuri che funzioni davvero? Soprattutto, siamo certi di sapere di cosa stiamo parlando quando usiamo il termine ‘merito’ o quando difendiamo la ‘meritocrazia’?

Ne ho discusso con i miei studenti in queste ultime lezioni di didattica a distanza in un percorso tematico appositamente dedicato al concetto di merito.

Diversi gli aspetti affrontati (che rimando a più post). Siamo partiti chiedendoci:  

Cosa definisce il concetto di “merito”? Quando riteniamo una persona meritevole di qualcosa?

Nella storia del pensiero è probabilmente Aristotele il filosofo che fra i primi ne ha difeso il valore: tra più persone che vorrebbero lo stesso bene, questo deve andare a chi se lo merita di più, sostiene lo stagirita.

Cosa significa, però, meritarsi qualcosa? Lo stesso Aristotele sapeva che non era affatto semplice rispondere a queste domande:

«tutti infatti concordano che nelle ripartizioni vi debba essere il giusto secondo il merito, ma non tutti riconoscono lo stesso merito, bensì i democratici lo vedono nella libertà, gli oligarchici nella ricchezza o nella nobiltà di nascita, gli aristocratici nella virtù» (Aristotele, Etica Nicomachea, V, 1131a, 25 ss.).

Il concetto di merito, suggerisce Aristotele, non è universalmente definito, ma rimanda a preferenze soggettive, storicamente e culturalmente determinate. Basta riflettere sul fatto che ciò che è considerato meritorio qui e oggi non necessariamente lo è in altre parti del mondo o lo era nell’Antica Grecia.

Con gli studenti ci siamo quindi chiesti che cosa fosse il merito per noi: quali elementi riteniamo debbano rientrare nella considerazione del merito? Ci abbiamo ragionato e discusso insieme, e queste alcune considerazioni emerse:

  • Le competenze acquisite: il primo elemento individuato è quello della competenza, per cui si premia chi sa far meglio una certa cosa (sia un esercizio di matematica, la corsa dei 100m, o un lavoro a progetto). Questo criterio ha inizialmente trovato tutti concordi e non ha sollevato nessuna critica o obiezione tra gli studenti. [Non abbiamo problematizzato qui il rapporto tra competenze e opportunità, e quindi disuguaglianza sociale, lo si è fatto in un momento successivo].
  • L’impegno profuso: anche questo è un fattore che assume grande importanza per gli studenti e che incontra il favore di quasi tutti. Ma in questo caso se si approfondisce un attimo la questione emergono distinguo e precisazioni interessanti. Ad esempio, tutti ritengono che l’impegno mostrato da un candidato debba venir considerato quando in suo favore, per cui un certo risultato acquisisce più peso se ottenuto con grande impegno. Più problematico risulta invece diminuire il credito di un buon risultato se raggiunto con poco sforzo, eventualità che appare ai più come un’ingiustizia: “non è colpa del candidato se è bravo a fare una certa cosa e non ha bisogno di grande impegno per ottenere i risultati”, oppure, “se riesce anche con poco sforzo in una certa attività può significare che si è impegnato in passato ed ora è competente; non sarebbe giusto svantaggiarlo per questo“.  Inoltre, anche se ritenuto un elemento importante, pochi arriverebbero a sostenere che l’impegno possa essere l’esclusivo criterio di merito, indipendentemente dai risultati ottenuti. Infine, si è ammesso che non è banale riconoscere e tanto meno misurare l’impegno profuso.
  • I talenti naturali: la proposta di valorizzare i talenti naturali è risultata da subito molto problematica. Vi è la questione di che cosa sia un ‘talento’ e se vi siano talenti del tutto ‘naturali’. Per amore di discussione l’abbiamo definito una qualunque capacità che l’individuo possiede senza particolari sforzi. I più ritengono il talento naturale frutto di fortuna e come tale non andrebbe premiato. È molto problematico, tuttavia, capire come si possa neutralizzare la disparità di talenti naturali nella valutazione. Un’alunna ha proposto di farlo guardando al miglioramento relativo delle performance in un tempo dato, ma qualcuno ha obbiettato che così si avvantaggerebbe chi parte da livelli bassi e ha ampi margini di miglioramento, rispetto a chi parte da livelli più alti. Altri hanno sostenuto che neutralizzare il talento non avrebbe senso per il ruolo da esso giocato nel determinare la performance finale.
  • Le qualità morali: anche questo elemento non ha trovato tutti d’accordo. Anzitutto, non è scontato determinare quali siano le qualità morali da apprezzare. Di nuovo semplificando, abbiamo provato a ragionare assumendo come qualità morali ampiamente riconosciute l’onestà e il rispetto altrui. Per alcuni queste qualità rivestono grande importanza nella valutazione del merito di una persona, e possono diventare un elemento decisivo o addirittura prioritario rispetto ad altri; per altri, l’ambito morale non è sempre pertinente nella valutazione e premiazione dei meriti (uno studente ha rilevato che la correttezza morale ci interessa molto se dobbiamo selezionare un amministratore pubblico o un insegnante, ma può interessarci meno se dobbiamo selezionare un bravo musicista o tecnico). Per altri ancora, le qualità morali sono sempre importanti, ma la loro valutazione sarebbe troppo sfuggente e potrebbe aprire a discriminazioni sulla base di pregiudizi o stereotipi.  
  • I risultati ottenuti (le performance) anche se frutto di fortuna: un ultimo elemento che si è voluto considerare nel nostro esame è stata la prestazione. Questa si distingue dalle competenze acquisite poiché potrebbe essere determinata da fattori contingenti. Su questo aspetto la discussione si è accesa tra chi propendeva per tentare di neutralizzare il fattore ‘fortuna’, inserendo considerazione sul lungo periodo (si pensi ad esempio alla selezione di alcuni atenei prestigiosi a numero chiuso, dove il risultato del test d’ingresso viene calmierato da altri parametri che guardano alla storia del candidato), e chi invece – ritenendo tutti gli altri fattori altrettanto arbitrari – preferiva per valutare una prestazione una tantum, nel tentativo di semplificare la questione.

Non siamo giunti a una definizione concorde del concetto di merito, ma il lavoro svolto ha fatto emergere tutta la complessità di una questione apparentemente chiara o banale, consentendo così ad alcuni di noi di “vedere per la prima volta” un problema in ciò che veniva dato per scontato. Per chi scrive, è proprio questo uno dei compiti della filosofia: rilevare la complessità, i distinguo, le eccezioni, le contraddizioni laddove altrimenti non le noteremmo.   

La sollecitazione di Aristotele ci è quindi servita per una riflessione e un esame di alcune nostre assunzioni e convinzioni irriflesse: “che vinca il migliore” ci trova generalmente tutti concordi… fino a che non ci si chiede che cosa significhi essere il migliore.

[Segue: 2/ Non è tutto merito ciò che luccica. Per una critica al concetto di merito]