didattica della filosofia, filosofia pubblica

I processi alla storia: Napoleone, colpevole o innocente?

Nei giorni in cui la Francia discute se si sebba celebrare, ed eventualmente come, il bicentenario dalla morte di Napoleone, riproponiamo uno spettacolo teatrale del 2015: “Napoleone Bonaparte: colpevole o innocente?”, presso il Centro d’arte contemporanea Carcano.

Lo spettacolo è parte del format “Personaggi e protagonisti, incontri con la Storia”, a cura di Elisa Greco, che ha portato al banco degli imputati numerosi protagonisti della storia e della politica, come Giuseppe Garibaldi, Winston Churchill, Margaret Thatcher, Tony Blair, Artemisia Gentileschi, Erasmo da Rotterdam, Lucrezia Borgia, Francois Mitterrand, Helmut Kohl.

Gli spettacoli hanno registrato un grande successo di pubblico, sempre coinvolto nell’emissione del verdetto, e offrono un interessante stimolo anche didattico all’approfondimento delle vicende e della vita di personaggi storici.

Ci pongono, infine, la questione storiografica e filosofica su fino a che punto sia possibile comprendere e giudicare con le categorie dell’oggi personaggi del passato.

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Metadidattica: perchè insegno come insegno?

A partire dalla convinzione che ogni strategia didattica non sia mai neutrale rispetto all’esito educativo disciplinare, riflettere sulle ragioni (epistemiche, pedagogiche, ma anche storico-culturali) che stanno alla base dei diversi modi di concepire l’insegnamento diventa essenziale per ogni docente che vuole compiere una scelta consapevole rispetto alla propria impostazione metodologica. Si propone quindi un momento di confronto fra docenti in cui ragionare insieme su come si insegna e perché lo si fa così.

Registrazione seminario per Auser Unipop Cremona (ottobre 2020).

Evento

Metadidattica: perchè insegno come insegno?

Nessuna metodologia didattica è neutrale rispetto all’esito educativo disciplinare, riflettere sulle ragioni (epistemiche, pedagogiche, e storico-culturali) che stanno alla base dei diversi modi di concepire l’insegnamento diventa essenziale per ogni docente che vuole compiere una scelta consapevole rispetto alla propria personale impostazione metodologica.

Filosoficamente e Università Popolare di Cremona propongono un momento di confronto fra docenti in cui ragionare insieme su come si insegna e sul perché lo si fa così.

Appuntamento sabato 3 ottobre, h. 10, presso Auser, via Brescia 207, Cremona.

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Metadidattica: un facile esercizio per riflettere sulla propria concezione di insegnamento

Sta per iniziare un nuovo anno scolastico e per migliaia di docenti è il momento in cui si pensa, pianifica e imposta il proprio progetto educativo. Lo si fa ragionando per obbiettivi formativi, anzitutto, che andranno mano a mano ri-calibrati in base al contesto e alla risposta ottenuta. Per ogni obbiettivo formativo che ci si pone, si cerca la strategia didattica migliore. Così, generalmente, un docente legittima il proprio metodo di insegnamento.

Sembra, tuttavia, che a determinare le scelte metodologiche di ogni insegnante siano non solo consapevoli e opportune riflessioni metodologiche, pedagogiche e disciplinari, ma anche – e per lo più in maniera inconsapevole – la propria personale esperienza di apprendimento di quando si era studenti.

Sulla base di questa convinzione – “How we learn informs how we teach” – , Neil Haave (University of Alberta, Augustana Campus) ha elaborato un breve questionario da sottoporre ai docenti per riflettere e comprendere meglio la propria concezione di insegnamento: “Six Questions That Will Bring Your Teaching Philosophy into Focus” (https://www.facultyfocus.com/articles/philosophy-of-teaching/six-questions-will-bring-teaching-philosophy-focus/ )

Proponiamo qui una rielaborazione del questionario: