didattica della filosofia, filosofia pubblica

Debate: quando l’argomentazione non funziona

Terzo incontro di formazione docenti del corso “Introduzione al Debate”.

In questa occasione ci siamo occupati di quando le cose non vanno come dovrebbero: quando, ossia, l’argomentazione non funziona.

«Per essere completa, la filosofia del ragionamento deve comprendere tanto la teoria del cattivo ragionamento quanto la teoria del ragionamento buono

(J.S. Mill, Sistema di logica, 1843)

Le fallacie logiche

«La logica è reale, e spesso governa le nostre relazioni umane. Molte calunnie e molti stereotipi funzionano proprio in questo modo, attraverso inferenze fallaci. La capacità di smascherare le fallacie è una delle cose che rende degna la vita democratica»

(M. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, 2010, p. 75)

Abbiamo esaminato alcune fra le principali incoerenze argomentative, le fallacie logiche, riflettendo sul fatto che – per quanto non validi logicamente – le fallacie possano essere comunque argomenti persuasivi, soprattutto se chi li ascolta non è in grado di valutarne la solidità.

Bias e pregiudizi: elementi di psicologia della (dis)informazione

Non basta, tuttavia, saper evitare e riconoscere le fallacie logiche nei propri ragionamenti e in quelli altrui. Anche l’argomentazione coerente e logicamente fondata può a volte comunque non essere sufficiente a generare un dialogo costruttivo tra individui o a provocare una revisione critica delle proprie opinioni. Questo capita molto più spesso di quanto forse non saremmo disposti ad ammettere ed a causa di alcune distorsioni del nostro giudizio, i bias cognitivi.

Abbiamo esaminato cosa sono i bias cognitivi e come agiscono, condizionandola in modo irriflesso, la nostra capacità di giudizio.

Neutralizzare i propri bias è possibile?

Si è quindi concluso l’incontro con una riflessione sulla possibilità di neutralizzare bias e mancanze nel nostro giudizio. Forse evitarli non è sempre possibile, ma imparare a conoscerli e a riconoscerli (in noi stessi e negli altri) ci aiuta quantomeno a prendere consapevolezza dei limiti della nostra ragione [ne abbiamo discusso qui].

Un esercizio di modestia cognitiva che ci mette in guardia dalle facili risposte e dalle convinzioni indiscusse: presupposto necessario per ogni bravo debater!

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“Grazie Prof. …”: il saluto degli studenti a fine anno

La fine della scuola è sempre tempo di bilanci e riflessioni, per me e per i miei studenti. Come ogni anno, anche quest’anno, al termine di una supplenza annuale, ho lasciato ai ragazzi un questionario da compilare sul percorso svolto insieme: per loro vuole essere un momento di metacognizione, un’occasione per riflettere su cosa è andato bene e cosa meno, per apprezzare progressi e conquiste, e riconoscere elementi che richiedono ancora attenzione. Per me, come docente, è il momento in cui mi osservo da fuori, misuro quanto sono riuscita a trasmettere (non tanto in termini di contenuti disciplinari) e su cosa devo continuare a lavorare.

È generalmente, per tutti, un momento di grande vicinanza, di gratificazione reciproca e di esplicitazione di quanto, altrimenti, resterebbe nel ‘non detto’.

Quest’anno, forse perché è stato così difficile per tutti, i loro saluti e i loro “grazie”, così numerosi e inaspettati, hanno un valore tutto speciale.

Grazie mille prof per questo anno, è stato un gran piacere averla come prof ed aver assimilato molti concetti di filosofia e storia, le auguro il meglio, e un futuro prospero, grazie ancora per tutte le “chiacchiere” e i dibattiti stabiliti in classe e scusi se l’ho fatta un po’ disperare in classe perché parlavo. Le auguro il meglio”.

Grazie mille prof per l’anno passato con lei, grazie per gli sportelli e grazie per la pazienza e la comprensione. Ha segnato molto la nostra classe e personalmente non la scoderemo perché nonostante la distanza si è sempre sentita la sua presenza. Grazie ancora

Grazie prof per tutto quello che ha fatto quest’anno, le auguro buona fortuna per il resto della sua carriera

Io vengo da un’esperienza didattica totalmente diversa durante la quale i rapporti umani tra insegnanti e ragazz* erano praticamente inesistenti e i metodi di insegnamento privi di sentimento e passione (ad eccezione di un paio di docenti). Quindi per me è stato inaspettato trovare professori così. Vorrei ringraziarla perché non solo mi ha creato un grande interesse nelle sue materie, ma anche per l’interessamento avuto nei nostri e nei miei confronti. Per me è un momento difficile e pieno di ostacoli ma ho sempre sentito la vostra vicinanza. Grazie prof, ci mancherà.”

La ringrazio per la sua professionalità, ma anche per la capacità di comprensione che ha avuto durante l’anno scolastico. La parte umana è stata molto presente in ogni sua lezione, riuscendo a trasmettere in modo più leggerò alcuni concetti. È riuscita a fare apprezzare alcuni argomenti che altrimenti sarebbero risultati noiosi e complicati.

Spero che ci sia il prossimo anno

Mi sento di ringraziala per questo anno scolastico che nonostante la situazione a cui siamo stati costretti ad adattarci siamo riusciti a portare a termine anche con una mia crescita personale sia come persona che nelle materie. Le auguro il meglio per il futuro e spero di rivederla o di stare in contatto Grazie di tutto

Mi è piaciuto il suo modo di esporre progetti e idee, soprattutto perché riusciva a interagire molto con noi anche se molte volte siamo stati indisponenti. Arrivederci prof, spero che un giorno potremo rincontrarci, anche semplicemente per un aperitivo tutti insieme, spero che la sua vita procederà per il meglio, un grande Saluto.”

Grazie per quest’anno passato insieme, ci mancherà

Sono contenta di aver trovato una prof che mi ha fatto trovare un metodo di studio in queste materie. Mi dispiace molto che non potrà accompagnarmi alla maturità ma spero di mantenere il rapporto e sentirla ogni tanto. Grazie mille prof per averci trasmesso la sua grande passione.”

Volevo ringraziarLa per il lavoro fatto e per la sua disponibilità. Per me Storia e Filosofia sono materie interessanti, ma ho molto apprezzato gli approfondimenti fatti che ne hanno reso più ricco il contenuto. Grazie.”

Prof, è stato davvero un bellissimo anno riguardo alla sua materia. Mi mancherà veramente tanto. Spero davvero di poterci rivedere, anche fuori da scuola, anche se questo sarà difficile, ma lo spero davvero. Un saluto e spero che il futuro le riservi tante altre belle esperienze, come quelle che lei ha dato a me.”

È volato quest’anno con lei prof, spero di ritrovarla a scuola anche solo per un saluto!

Prof, è stato un anno abbastanza duro, un’avventura, a causa del COVID siamo stati a distanza per alcuni mesi poi siamo tornati in presenza e siamo riusciti a finirlo, per me è stato un vero piacere. Un saluto”.

Grazie mille prof per l’anno passato insieme. Spero di rincontrarla in futuro.”

Volevo ringraziarla molto per questo anno, per la pazienza e per la lealtà che ha avuto con noi. Mi rendo conto di non essere sempre stato l’alunno perfetto, a tratti forse potrebbe avermi trovato un po’ ingombrante ma voglio che sappia che era solamente curiosità e voglia di dire la mia. Ha sempre creduto in me invogliandomi a studiare e per questo mi ricorderò di lei sicuramente. Auguro il meglio a lei e alla sua famiglia, sperando invece per me stesso di aver intrapreso la strada giusta nel caso i nostri passi si dovessero incrociare ancora.”

didattica della filosofia, Evento

Si è tenuto ieri, in modalità online, il secondo incontro del corso di formazione Introduzione al Debate, rivolto a docenti di ogni ordine e grado, dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola secondaria di secondo grado.

La settimana scorsa, nel primo incontro, abbiamo ragionato insieme sui fondamenti teorici e pedagogici di questa pratica, e sui diversi obbiettivi formativi che con essa ci si può prefiggere. Sulla base di questi obbiettivi, abbiamo quindi esaminato alcune fra le più diffuse tipologie di Debate, riconoscendo come i diversi format o protocolli di Debate non siano neutrali rispetto alla finalità educativa che ci si propone di raggiungere. Abbiamo, infine, chiuso l’incontro con una riflessione su alcuni possibili ‘rischi’ di questa pratica e come neutralizzarli.

Con l’incontro di ieri siamo entrati nel merito dell’attività, che abbiamo ricostruito nelle sue fasi principali:

  1. Esame e definizione della mozione
  2. Ricerca di dati ed evidenze
  3. Elaborazione degli argomenti
  4. Confutazione delle tesi avversaria

Per gli insegnanti dell’Infanzia e della Primaria, si è riservato un momento di confronto sul “fare Debate con i bambini”: per i più piccoli il gioco del Debate può essere introdotto, o affiancato, da moltissime attività preparatorie volte a esercitare la pratica dell’argomentazione, dal dialogo filosofico in cerchio, a giochi di ruolo, a semplici esercizi del dare ragioni.

Il dialogo tra docenti di diversi ordini scolastici è un elemento di grande arricchimento per il corso. Fornirà il punto di partenza per la progettazione condivisa di un curriculum verticale (dall’Infanzia al Liceo), con interventi didattici progressivi, non estemporanei, che accompagnino gli studenti all’esercizio dell’argomentazione durante tutto il loro percorso di studi. Sarà anche l’occasione per progettare momenti di gioco-incontro tra bambini e ragazzi più grandi.

didattica della filosofia, Evento

Introduzione al Debate: corso di formazione docenti

E’ iniziato ieri il corso di formazione per docenti di introduzione al Debate.

Per sette incontri ragioneremo insieme sui fondamenti pedagogici e filosofici di questa metodologia didattica e sulle diverse finalità formative che con essa ci si propone di raggiungere. I docenti acquisiranno familiarità con le principali tipologie di Debate e verranno guidati all’introduzione di questa pratica in aula e alla sua valutazione. Infine, rifletteremo sui possibili rischi o derive del gioco del Debate e come neutralizzarle.

1)Introduzione alla pratica dell’argomentazione.   Debate: che cos’è, le finalità formative e i possibili rischi della pratica.
2)Le competenze richieste nel debate: definizione, ricerca, esposizione, confutazione di una tesi.
3)Esercitazione a gruppi
4)Cattive argomentazioni: le fallacie logiche
5)Come valutare il debate
6)Esercitazione a gruppi
7)Progettazione interventi per il prossimo anno scolastico (programmazione di un piano di lavoro condiviso) e conclusione.

Per informazioni: info.filosoficamente@gmail.com

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Debate: consigli di lettura per iniziare

Il Debate nasce come specifica tecnica argomentativa all’interno di una cornice di regole e metodologie precise. Da tempo si è affermata come una vera e propria metodologia didattica e formativa nelle scuole di ogni ordine e grado, ed è oggetto di sempre maggiore attenzione anche da parte della formazione professionale e per adulti.

Oltre ad essere una pratica che riscuote grande interesse negli studenti di tutte le età – i tornei e campionati di Debate, nazionali e internazionali, registrano da anni un’altissima partecipazione e attenzione da parte anche del grande pubblico –, il Debate è ormai riconosciuto come un valido strumento per la formazione e il potenziamento di alcune abilità specifiche e, soprattutto, di competenze trasversali.

Per chi fosse interessato a saperne di più proponiamo qui alcuni consigli di lettura dai quali partire.

Sono tre pubblicazioni a cura della Fondazione Giuseppe Merlini, che dal 2015 promuove iniziative di sostegno alla didattica e alla formazione dei giovani. Particolarmente attiva nella diffusione del Debate in Italia, la fondazione sostiene corsi di formazione, iniziative e pubblicazioni inerenti alla pratica del dibattito.

Il primo testo che abbiamo letto è Debate. Pratica, teoria e pedagogia, di Manuele De Conti e Matteo Giangrande, edito da Pearson nel 2018.

Il volume offre una panoramica generale per orientarsi nel mondo del Debate e acquisire familiarità con questa metodologia didattica. Gli autori introducono gli aspetti teorici e pedagogici alla base della pratica, per poi presentare nel dettaglio regole e procedure del format attualmente più diffuso, il World School Debate (WSD). Vengono dati consigli utili ai docenti su come introdurre il dibattito in classe e come valutare l’attività.

Gli altri due volumi che abbiamo incontrato sono i primi due numeri di una collana interamente dedicata al Debate. Sono agili volumetti, ciascuno dedicato ad approfondire un aspetto specifico del Debate.

Particolarmente indovinata, per chi scrive, la scelta di aprire la collana trattando la questione etica del Debate. Etica del Debate, di Manuele De Conti e di Joseph Zompetti (Pearson 2019), affronta una questione centrale della pratica del dibattito: il rispetto e la promozione di alcuni valori etici, quali l’onestà intellettuale, la lealtà, il rispetto delle opinioni altrui. Uno dei possibili rischi di questa attività è infatti che l’elemento competitivo e ludico prenda il sopravvento, portando ad una degenerazione sofistica dell’esercizio oratorio. Prendendo sul serio tale possibilità, il volume guida docenti e studenti a non perdere di vista la dimensione etico-politica e il valore pedagogico che muove la pratica.  

Il secondo volume della collana è Le regole del Debate. Guida ai protocolli per coachers e Debater, di Matteo Giangrande. Ci offre un’agile panoramica dei principali protocolli di Debate oggi diffusi nel mondo. L’autore ci mostra come, nel caso del gioco del Debate, la forma determini la sostanza: i differenti modelli di Debate richiedono strategie operative differenti che, inevitabilmente, promuovono competenze diverse. Per il docente interessato a introdurre in classe il dibattito come metodologia didattica, questa lettura è un aiuto importante per compiere una scelta consapevole e ragionata fra i molti modelli di Debate oggi disponibili.

didattica della filosofia, filosofia pubblica

I processi alla storia: Napoleone, colpevole o innocente?

Nei giorni in cui la Francia discute se si sebba celebrare, ed eventualmente come, il bicentenario dalla morte di Napoleone, riproponiamo uno spettacolo teatrale del 2015: “Napoleone Bonaparte: colpevole o innocente?”, presso il Centro d’arte contemporanea Carcano.

Lo spettacolo è parte del format “Personaggi e protagonisti, incontri con la Storia”, a cura di Elisa Greco, che ha portato al banco degli imputati numerosi protagonisti della storia e della politica, come Giuseppe Garibaldi, Winston Churchill, Margaret Thatcher, Tony Blair, Artemisia Gentileschi, Erasmo da Rotterdam, Lucrezia Borgia, Francois Mitterrand, Helmut Kohl.

Gli spettacoli hanno registrato un grande successo di pubblico, sempre coinvolto nell’emissione del verdetto, e offrono un interessante stimolo anche didattico all’approfondimento delle vicende e della vita di personaggi storici.

Ci pongono, infine, la questione storiografica e filosofica su fino a che punto sia possibile comprendere e giudicare con le categorie dell’oggi personaggi del passato.

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Metadidattica: perchè insegno come insegno?

A partire dalla convinzione che ogni strategia didattica non sia mai neutrale rispetto all’esito educativo disciplinare, riflettere sulle ragioni (epistemiche, pedagogiche, ma anche storico-culturali) che stanno alla base dei diversi modi di concepire l’insegnamento diventa essenziale per ogni docente che vuole compiere una scelta consapevole rispetto alla propria impostazione metodologica. Si propone quindi un momento di confronto fra docenti in cui ragionare insieme su come si insegna e perché lo si fa così.

Registrazione seminario per Auser Unipop Cremona (ottobre 2020).

Evento

Metadidattica: perchè insegno come insegno?

Nessuna metodologia didattica è neutrale rispetto all’esito educativo disciplinare, riflettere sulle ragioni (epistemiche, pedagogiche, e storico-culturali) che stanno alla base dei diversi modi di concepire l’insegnamento diventa essenziale per ogni docente che vuole compiere una scelta consapevole rispetto alla propria personale impostazione metodologica.

Filosoficamente e Università Popolare di Cremona propongono un momento di confronto fra docenti in cui ragionare insieme su come si insegna e sul perché lo si fa così.

Appuntamento sabato 3 ottobre, h. 10, presso Auser, via Brescia 207, Cremona.

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Metadidattica: un facile esercizio per riflettere sulla propria concezione di insegnamento

Sta per iniziare un nuovo anno scolastico e per migliaia di docenti è il momento in cui si pensa, pianifica e imposta il proprio progetto educativo. Lo si fa ragionando per obbiettivi formativi, anzitutto, che andranno mano a mano ri-calibrati in base al contesto e alla risposta ottenuta. Per ogni obbiettivo formativo che ci si pone, si cerca la strategia didattica migliore. Così, generalmente, un docente legittima il proprio metodo di insegnamento.

Sembra, tuttavia, che a determinare le scelte metodologiche di ogni insegnante siano non solo consapevoli e opportune riflessioni metodologiche, pedagogiche e disciplinari, ma anche – e per lo più in maniera inconsapevole – la propria personale esperienza di apprendimento di quando si era studenti.

Sulla base di questa convinzione – “How we learn informs how we teach” – , Neil Haave (University of Alberta, Augustana Campus) ha elaborato un breve questionario da sottoporre ai docenti per riflettere e comprendere meglio la propria concezione di insegnamento: “Six Questions That Will Bring Your Teaching Philosophy into Focus” (https://www.facultyfocus.com/articles/philosophy-of-teaching/six-questions-will-bring-teaching-philosophy-focus/ )

Proponiamo qui una rielaborazione del questionario: