consigli di lettura

Kate Manne, Down Girl. The Logic of Misogeny, Oxford University Press: New York, 2018.

Down Girl di Kate Manne, Professoressa di Filosofia alla Cornell University, è il libro di cui si parla ovunque da settimane.

Nella sua analisi del concetto di misoginia Kate Manne rompe con lo schema tradizionale che interpreta la misoginia come un fattore psicologico: l’autrice ne rivendica invece l’origine sociale e culturale. La misoginia – scrive – è anzitutto un fenomeno politico. Non va intesa ed eventualmente combattuta come atteggiamento individuale del singolo, ma come una pratica, un modo di agire, sino ad oggi per lo più irriflesso, della nostra vita pubblica e privata.

Il volume esamina alcuni eventi del recente passato con l’intento di fornire una diagnosi di un aspetto della nostra società spesso incompreso e che secondo l’autrice è destinato a persistere o addirittura peggiorare.

Alcune delle recensioni al volume:

https://www.theguardian.com/books/2017/dec/20/down-girl-kate-manne-review

https://www.lrb.co.uk/v41/n05/adam-phillips/unforgiven

https://kiej.georgetown.edu/kate-manne-girl-logic-misogyny-oxford-university-press-2017/

Il sito dell’autrice con altri link ad altre recensioni e interviste:

http://www.katemanne.net/book.html

Down girl

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LA SOCIETÀ MODERNA È UNA SOCIETÀ DI STACANOVISTI?

Secondo Olivia Goldhill sì: anche quando si è fortunati abbastanza da potersi permettere di lavorare meno, si sceglie di non farlo. Sempre più persone “vivono un’esistenza terribile, senza hobby, compagnia o un senso di sé al di fuori della loro routine quotidiana”. Ciò sarebbe dovuto almeno in parte all’idea che divertirsi, prendersi cura di sé e provare piacere per quello che si fa sia qualcosa per cui sentirsi in colpa, invece che un momento essenziale della realizzazione di sé. 


Questo articolo presenta alcune tesi filosofiche secondo le quali una vita totalmente dedita al dovere non è un valore.

 

HAVING FUN IS A VIRTUE, NOT A GUILTY PLEASURE

By Olivia Goldhill
havingfun
Esercizi filosofici

Esame e problematizzazione del reale

Dopo aver affrontato una qualsiasi questione filosofica, agli studenti viene chiesto di interrogare il nostro presente alla luce di essa.

Lo studente deve presentare una situazione o fenomeno odierno e mostrarne l’attinenza al problema affrontato in classe, facendone emergere i nodi filosoficamente rilevanti. L’esame del presente potrà essere volto a supportare o contestare la tesi filosofica in questione.

Lo scopo dell’esercizio è promuovere negli studenti l’attitudine a problematizzare il reale e comprenderne criticamente la complessità.

 

Esame del reale

Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: VERITÀ, POSTVERITÀ, PIÙ VERITÀ?

19 dicembre 2018 _ Istituto Orsoline di San Carlo (MI) 

Appuntamento all’Istituto Orsoline di San Carlo (MI). Con i ragazzi di terza e di quarta liceo discuteremo di Post-Truth (che cosa significa ‘post-verità’? Il nostro tempo può essere definito l’epoca della postverità? per quali ragioni? ecc.).

Parleremo quindi di Fake-News: esamineremo alcuni casi celebri, più e meno recenti, di notizie false, e ragioneremo sulle caratteristiche e le cause di un fenomeno oggi in espansione.

Con i ragazzi di quinta porremo invece a confronto due paradigmi differenti di verità: le teorie corrispondentistiche della verità e le teorie epistemiche. Esamineremo e discuteremo le ragioni di chi sostiene una teoria epistemica della verità, e quelle di chi per contro sostiene una concezione della verità come corrispondenza.

Post-truth meme

Esercizi filosofici

Che cosa significa essere ‘uomo’? Il caso del primo cyborg

Proposta approfondimento didattico.

Ambiti: il rapporto mente-corpo, etica, filosofia del presente, scienza e tecnica.

Il caso: Neil Harbisson, classe 1982, nato in Irlanda del Nord e catalano di adozione. Daltonico dalla nascita, è noto per essere la prima persona ad indossare una Cyborg Antenna per la visione dei colori nel 2004. È riuscito ad ottenere dal governo britannico il permesso ad inserire l’antenna nella foto del suo passaporto, fatto che molti hanno interpretato come riconoscimento ufficiale di Harbisson come cyborg. Nel 2010, ha fondato la Cyborg Foundation, un’organizzazione internazionale volta a sostenere tutti coloro che vogliono diventare cyborg e a difenderne i diritti.

Il dispositivo consente a Harbisson di percepire fino a 360 sfumature di colore e coglierne anche il livello di saturazione. Inoltre l’antenna ha un dispositivo wi-fi, per cui riesce a percepire informazioni che viaggiano in rete.

Per Harbisson l’essere umano è sempre stato soggetto di un processo evolutivo. L’aggiunta di tecnologia al nostro organismo non sarebbe quindi che il prossimo stadio dell’evoluzione.
Harbisson è continuamente oggetto di critiche da parte di chi non ritiene legittima la sua scelta di modificare artificialmente la propria percezione ed esperienza del mondo.

La questione: modificando il proprio apparato percettivo con l’uso della tecnologia Harbisson ha in qualche modo modificato la sua essenza di essere umano? Che cosa definisce questa essenza?

Approfondimenti:
https://www.cyborgarts.com/

http://www.arte.rai.it/…/human-il-futuro…/40029/default.aspx

Neil Harbisson