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Harari, lo storico che studia il passato per guardare al futuro

Riproponiamo qui parte di una bella recensione scritta da Monica Dall’Aglio sull’opera di Harari e pubblicata su doppiozero:

Sapiens. Da animali a dèi (Bompiani 2011)

«Siamo passati dalle canoe alle galee, dai battelli a vapore alle navette spaziali, ma nessuno sa dove stiamo andando. Siamo più potenti di quanto siamo mai stati, ma non sappiamo che cosa fare con tutto questo potere. Peggio di tutto, gli umani sembrano più irresponsabili che mai. Siamo dèi che si sono fatti da sé, a tenerci compagnia abbiamo solo le leggi della fisica, e non dobbiamo rendere conto a nessuno … Può esserci qualcosa di più pericoloso di una massa di dèi insoddisfatti e irresponsabili che non sanno neppure ciò che vogliono?» Con questa domanda termina il saggio dello storico israeliano Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a dèi, tradotto in trenta lingue, che ha venduto nel mondo più di cinque milioni di copie.

Harari – nato a Haifa nel 1976, Ph.D. ad Oxford, esperto di storia medievale e militare, attualmente insegna world history all’Università ebraica di Gerusalemme – vi racconta il cammino della nostra specie a partire da settantamila anni fa, epoca in cui sembra si sia verificata la rivoluzione cognitiva che ha trasformato l’uomo, creatura debole e poco significativa rispetto a molte altre, nel dominatore di un ecosistema da lui stesso reso globale.

Oggi siamo l’unico essere vivente in grado di modificare l’ecologia planetaria, un potere che ci rende simili agli dèi delle mitologie antiche. Cosa ne conseguirà? Ci trasformeremo in un nuovo tipo di sapiens ancora più evoluto e potente? Oppure muteremo al punto che il concetto stesso di essere umano sparirà, perché sarà scomparsa la realtà che quel concetto esprimeva?  […]

Harari, Sapiens

Sapiens e Homo deus. Breve storia del futuro (Bompiani 2017)

Harari è interessato a sviluppare una riflessione d’ampio respiro sulla storia, come spetterebbe alla filosofia della storia […]. In Sapiens e Homo deus egli pone, a se stesso e al lettore, moltissime domande, alle quali non necessariamente vuole dare una risposta, perché il suo scopo evidente è quello di stimolare il pensiero critico di chi legge, mostrandogli le possibili conseguenze delle premesse date. In ogni buona ricerca, d’altra parte, gli interrogativi sono sempre più importanti delle risposte, perché queste conseguono da quelli. Il telaio della riflessione di Harari è formato dai tre quesiti di sempre, quelli che hanno dato il via al pensiero filosofico: chi siamoda dove veniamo e, soprattutto, dove andiamo.

Con Homo deus Yuval Harari si colloca nella scia di quegli storici che, come Guizot, de Tocqueville, de Coulange, Burckardt, Braudel, Spengler, Toynbee, hanno studiato la storia profonda dell’umanità per individuarne dinamiche e direzione. In questa prospettiva, considerando l’umanità come un’unica entità che condivide la stessa origine e lo stesso destino, egli ripercorre le macro-vicende dei secoli passati senza entrare nei dettagli, ricorrendo a tutte le discipline necessarie: scienza, filosofia, antropologia.

Harari, Homo Deus

Leggi l’intera recensione su doppiozero.

Per approfondire questo il sito personale dell’autore: www.ynharari.com/it.