Esercizi filosofici

Verità, credenza e giustificazione

Sulla base della tua intuizione di cosa sia la verità rispondi alle seguenti domande. Cerca di argomentare la tua risposta e fai degli esempi.

1. Puoi credere a qualcosa che non giustifichi? 
2. Puoi giustificare qualcosa a cui non credi?
3. Ci possono essere credenze vere non giustificate?
4. Ci possono essere credenze false giustificate?

Per approfondire la distinzione tra verità, credenza e giustificazione vedi:

Diego Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, ET Saggi, 2007.

Esercizio filosofico

consigli di lettura

Brockman J. (a cura di), Non è vero ma ci credo. Intuizioni non provate, future verità, Il saggiatore 2005.

[Per un approfondimento della questione della verità e sulla distinzione tra verità, credenza e giustificazione]

«A volte grandi menti riescono a intuire la verità prima di averne le prove o gli argomenti. Diderot lo definiva ‘esprit de divination’. In che cosa credi, anche se non puoi provarlo?»

Il volume raccoglie le brevi risposte a questa domanda di oltre cento tra le più autorevoli voci contemporanee – fisici, filosofi, psicologi, biologi, chimici, artisti, ecc. – ognuno di loro prova a scommettere.

[*Nota bene: nel volume il termine ‘vero’ non è usato nella sua accezione tecnica, distinta da ‘credenza’ e ‘giustificazione’, qui ‘vero’ significa ‘giustificato’, ‘dimostrato’, ‘provato’.]

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Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: VERITÀ, POSTVERITÀ, PIÙ VERITÀ?

6 novembre 2018 _ Liceo Scientifico A. Calini di Brescia

Con i ragazzi del Liceo Scientifico Calini di BS (Liceo Scientifico Annibale Calini) abbiamo posto a confronto due paradigmi differenti di verità: le teorie corrispondentistiche della verità e le teorie epistemiche.

Abbiamo esaminato e discusso le ragioni di chi sostiene una teoria epistemica della verità, e quelle di chi per contro sostiene una concezione della verità come corrispondenza.

Si sono quindi chiarite alcune distinzioni che contano nel dibattito sulla verità: quelle fra ‘verità’, ‘credenza’, ‘giustificazione’ e ‘conoscenza’.

Infine si è concluso il laboratorio con un piccolo esercizio filosofico. Ci siamo chiesti, sulla base di quanto visto, se:

1. possiamo credere a qualcosa che non giustifichiamo?
2. possiamo giustificare qualcosa a cui non crediamo?
3. ci possono essere credenze vere non giustificate?
4. ci possono essere credenze false giustificate?

 

There are no truths, only perspectives

Fil(m)osofia

Rashomon, di Akira Kurosawa (1950)

Vincitore del Leone d’oro a Venezia (1951) e del Premio Oscar come miglior film straniero (1952).

I quattro testimoni di un omicidio descrivono i fatti in modo diverso tra loro. Ma chi di loro ha ragione? Chi sta mentendo e chi invece dice la verità? C’è una ‘verità’ uguale per tutti o questa è destinata a rimanere inaccessibile, nascosta tra le pieghe delle diverse interpretazioni e distorsioni della realtà?

Il film ha dato il nome al fenomeno noto come ‘effetto Rashomon’, con il quale ci si riferisce alla dimensione soggettiva della percezione ed interpretazione della realtà per cui gli osservatori di un evento possono produrre versioni diverse di esso.

Il film può fornire materiale di discussione e riflessione per un approfondimento didattico sul tema della verità. Tra le tematiche che si possono affrontare vi sono quella della distinzione tra verità e credenza (o opinione), la distinzione tra teorie epistemiche e corrispondentistiche della verità, l’effetto top-down di pregiudizi, preconcetti, emozioni ecc. sulla nostra percezione del reale e tante altre.

Rashomon