didattica della filosofia, metafilosofia

Riflessioni a margine di un percorso di filosofia nell’Infanzia

Queste riflessioni sono l’esito di un percorso di formazione docenti iniziato lo scorso anno, Filosofiamo! Fare filosofia nell’infanzia, e che quest’anno ha consentito a molte docenti di praticare momenti di dialogo filosofico con i loro bambini.

Portare la filosofia nella Scuola dell’Infanzia significa, in poche parole, instaurare con i bambini l’abitudine al dialogo: un dialogo in stile socratico, guidato dal domandare e dalla ricerca insieme di risposte – seppur temporanee o parziali. La pratica forma la capacità dei bambini di ascoltare e ascoltarsi, li abitua a dire la propria, a rispettare e sopportare il dissenso, a ragionare insieme per trovare soluzioni comuni. È un lavoro dal duplice risvolto formativo: logico cognitivo ed etico.

Ascoltando le registrazioni dei dialoghi che per più di dieci settimane i bambini hanno fatto con la loro insegnante e tra di loro, ho potuto seguirne e apprezzarne la crescita, come singoli e come gruppo.

Nel dialogo emergono le diverse intelligenze dei bambini: c’è chi è più attento al particolare, all’osservazione della natura, chi fa riferimento alle proprie esperienze o al bagaglio di ricordi, chi mostra una spiccata sensibilità etica e attenzione verso l’altro, e chi ha una predisposizione all’astrazione. Il dialogo filosofico consente a tutte queste dimensioni del pensiero di emergere, esercitarsi e affinarsi.

Nel susseguirsi degli incontri è notevolmente migliorato lo stare insieme di questi bambini: l’ascolto reciproco e il rispetto l’uno delle opinioni dell’altro, anche se non necessariamente condivise. Si assiste ad un dialogare che progressivamente prende forma, acquisisce struttura e sicurezza: a partire dai brevi interventi delle prime sessioni, per lo più rivolti all’insegnante, i bambini hanno a mano a mano imparato a parlare tra loro, a interrogarsi a vicenda, a formulare ipotesi per risolvere problemi. L’insegnante si è così sempre più fatta da parte, lasciando spazio al ragionare insieme dei bambini fra di loro.

Stupisce, all’adulto che li ascolta, notare come bambini di 5 anni possano stare per quasi un’ora seduti e concentrati a ragionare tra loro su piccole, grandi questioni, e come siano entusiasti ogni volta di iniziare questo momento: il loro “angolino della felicità”, lo hanno voluto significativamente chiamare.

Non mi resta che fare i complimenti a questi bimbi e alle maestre per il bellissimo percorso che hanno fatto insieme!

L’insegnante dell’Infanzia, più di ogni altro insegnante, semina semi di cui solo altri vedranno i frutti: in questo caso, piccoli germogli sono già ben visibili.

consigli di lettura, didattica della filosofia

Il re della foresta di Stefania Nardone

Materiali per fare filosofia nell’Infanzia.

“La storia di Lucio, un bambino di 4 anni impegnato insieme ai compagni e all’insegnante nella realizzazione di uno spettacolo teatrale e affascinato dalla figura del “capo”, stimola spunti interessanti per riflettere insieme ai bambini su diversi temi: la sottile dialettica tra libertà e necessità, la possibilità di valutare cosa sia da ritenere giusto e di prendere decisioni in comune” (dalla pagina dell’editore Liguori).

Nardone il re della foresta1

Noi abbiamo usato il primo paragrafo per una simulazione di una sessione in classe durante il corso di formazione docenti Filosofiamo:

“Graauuurr! Io sono il re della foresta. Sono il più bello e il più forte di tutti gli animali.

Indovina che animale sono? Quando faccio un grande ruggito tutti scappano.

Graauuurr! Se ancora non hai indovinato, ti aiuto. Sono giallo, ho i denti appuntiti, la coda lunga con un ciuffo alla fine e una bella criniera marroncina.

Ora che hai indovinato, forse stai pensando: «Ma come è possibile che un leone parli?».

In realtà non sono proprio leone vero. Sono un bambino come te. Mi chiamo Lucio. A scuola stiamo preparando la recita di Carnevale. Io sono stato scelto per fare il leone. Sono contento. Il leone mi piace proprio tanto. Qual è l’animale che ti piace di più?”

Nella analisi del breve testo fatta insieme ai docenti, sono emerse molte possibili tematiche e questioni da affrontare con i bambini per un momento di dialogo-ricerca filosofica. Eccone alcune:

  • il tema della bellezza: chi/cosa è bello secondo te? che caratteristiche deve avere qualcosa per essere ‘bello’? tutti definiscono bello la stessa cosa? ecc.;
  • della forza: chi è il più forte secondo te? vincere significa essere il più forte? Il più forte è anche colui o colei che deve comandare? ecc.;
  • della paura: quando avete paura? cosa hanno in comune le varie situazioni che ci avete elencato? la paura può essere utile a qualcosa? Cosa fai per avere meno paura di qualcosa? ecc.;
  • della verità: quand’è che qualcosa è vero o finto? Travestirsi è come mentire? Ci possono essere bugie buone? ecc.;
  • della comunicazione: gli animali parlano? Come comunicano tra loro? Possiamo comunicare anche in modi diversi dalle parole? Se non trovi le parole, come puoi dire una certa cosa? ecc.;
  • della felicità: quando ti capita di essere contento per qualcosa? Le persone sono tutte felici per gli stessi motivi? ecc.

Per ognuna di queste macro tematiche, le insegnanti e le educatrici possono immaginare, o farsi guidare dalle proposte del manuale didattico in appendice al racconto, tutta una serie di attività ludiche o creative da proporre ai bambini. Un modo per continuare a ragionare sul tema giocando, elaborando, e creando.

Buona lettura e buona ricerca filosofica con i bambini!