consigli di lettura

(Ri)letture estive: Fahrenheit 451

“Non voleva sapere, per esempio, come una cosa fosse fatta, ma perché la si facesse. Cosa che può essere imbarazzante. Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all’infelicità permanente.”

Romanzo di Ray Bradbury, del 1953. Bradbury immagina un futuro distopico, in cui è proibito leggere libri, i cittadini vengono bombardati giorno e notte da messaggi insignificanti, per lo più pubblicitari, proiettati su mega schermi posti ovunque, dalle pareti di casa ai mezzi di trasporto. In questa società, i vigili del fuoco non spengono incendi, ma li accendono, svolgendo diligentemente il compito di incenerire ogni pezzo di carta stampata rimasto e se necessario le case e i cittadini che li proteggono.

Fahrenheit 451

Tra i tanti temi trattati quello dell’impoverimento del linguaggio, che si traduce inevitabilmente in impoverimento del pensiero e della curiosità. In una società in cui la gente, abituatasi a bere tutto quello che le viene propinato o, meglio, proiettato su schermi, non si chiede più il perché delle cose – non avendo più gli strumenti concettuali per farlo –, la capacità di porsi domande, prima ancora che darsi risposte, è l’ultimo baluardo della libertà di pensiero. Non è un caso che a risvegliare il protagonista dal suo sonno apatico sia una giovane ragazza fuori dalla norma (“Io ho diciassette anni e sono pazza. Mio zio dice che le due cose vanno sempre insieme”), piena di domande e di meraviglia aristotelica. Una metafora della filosofia, che pungola, scomoda e insospettisce anime impoltrite.

Ulteriori buoni motivi per leggere (o rileggere) Fahrenheit 451 li trovate qui: Why should you read Fahrenheit 451 di TEDEd.

Ted, Whay should you read Fahrenheit

Buona lettura!

consigli di lettura

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, Einaudi 1963.

«Quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo».

Marguerite Yourcenar ci offre un ritratto autobiografico dell’imperatore romano Adriano, che sentendo la morte ormai vicina scrive una lunga lettera all’amico Marco Aurelio.

L’opera è un affresco complesso dell’età ellenistica, della cultura, della storia, della filosofia, e della vita degli uomini di questo particolare periodo storico.

 

memorie di adriano

consigli di lettura

Margaret Doody, Aristotele Detective, Sellerio Editore 1999

Margaret Anne Doody, canadese, è professore di letteratura comparata. I romanzi con Aristotele detective sono diventati un fortunato caso letterario, grazie anche alla ricostruzione storicamente e filosoficamente accurata del contesto culturale dell’Atene di Aristotele.

Dalla pagina di Sellerio editore:

Aristotele detective
Un romanzo, destinato a una serie fortunata, nato quasi per prova, in seguito a una ricerca sull’origine del romanzo: dal desiderio di mostrare come una storia di peripezie, un enigma giallo, possa ambientarsi anche nella città antica. Aristotele, senza muoversi da casa come Nero Wolfe, assistito dal braccio destro Stefanos, investiga sull’assassinio di un ricco oligarca.

Aristotele e il giavellotto fatale
Morte in una palestra chiusa. Sembra uno strano incidente ed appare evidente chi l’ha causato. Ma non è un incidente e non è quello il colpevole. Aristotele detective, dentro un enigma da camera chiusa, applica le teorie della sua fisica.

Aristotele e la giustizia poetica
Durante la Notte dei Fantasmi, alla fine dell’Antesteria, la Festa dei Fiori, misteriose apparizioni in Atene culminano nel rapimento di una fanciulla. Aristotele, con il fido Stefanos, è trascinato fino a Delfi per indagare su un intrigo internazionale, e sarà l’Oracolo ad aiutarlo a scioglierlo.

 

Aristotele detective