didattica della filosofia, Fil(m)osofia, filosofia pubblica

A proposito dello scetticismo e i suoi argomenti

Consigli di visione

Lo scetticismo è quella dottrina filosofica che mette in dubbio la veridicità della nostra conoscenza. Lo scetticismo non sostiene necessariamente che la nostra percezione della realtà sia falsa, nè che la realtà non esista, solo mette in dubbio che quanto noi conosciamo di questa realtà corrisponda al vero.

Lo scetticismo è una delle dottrine più antiche e nel corso della storia è stata ripresa innumerevoli volte da diversi pensatori. Gli argomenti più spesso utilizzati dallo scettico sono generalmente i seguenti.

1) L’argomento della fallibilità della conoscenza sensibile:

I nostri sensi sono continuamente vittima di illusioni percettive e noi non siamo sempre in grado di distinguere le percezioni illusorie da quelle vere.

2) L’argomento del sogno:

È uno dei più antichi e dei più ricorrenti nella riflessione filosofica: non riusciamo sempre a distinguere tra sogno e veglia, quindi dovremmo dubitare della nostra esperienza.

3) L’argomento del genio maligno o del super computer:

Potremmo essere vittima di un’illusione, tutta la nostra realtà potrebbe essere frutto di un artificio ad opera di un genio maligno che vuole ingannarci. In questa versione l’argomento fu formulato da Cartesio. Hilary Putnam nel ‘900 ne ripropose una versione contemporanea, sostituendo alla figura del genio maligno quella di un super computer.

Gli argomenti scettici hanno ispirato moltissime opere della cinematografia. Ve ne consigliamo due, particolarmente celebri. Provate a rivedere questi film in questa chiave. Buona visione!

The Truman Show (1998)

The Truman Show è un film del 1998 diretto da Peter Weir, su soggetto di Andrew Niccol, e interpretato da Jim Carrey.

“Truman Burbank nasce ripreso da una telecamera. Poi, per trent’anni continuerà ad esser ripreso a sua insaputa da telecamere che lo seguiranno in ogni luogo della sua vita, per strada, al lavoro, a letto. Lui non lo sa, ma fa parte di uno show televisivo. Tutto ciò che c’è intorno a lui è un set, le persone sono attori e comparse, le case, la polizia, i vigili del fuoco, tutto è set, persino l’acqua del mare è fasulla. Sua moglie e il suo migliore amico sono attori. Sopra tutti c’è Christof, dio-demiurgo-produttore, che gestisce la vita del poveretto. Naturalmente tutta l’America impazzisce per il programma verità, in virtù della regola del voyeurismo, molla televisiva irresistibile. Poi Truman ha qualche sospetto, diventa sicuro del trucco e cerca di scappare più volte.” (da https://www.mymovies.it/film/1998/thetrumanshow/ ).

  • Riprende l’argomento cartesiano del genio maligno che ci inganna: la realtà che conosciamo è vera o potrebbe essere frutto di una distorsione/finzione?

Matrix (1999)

Scritto e diretto da Andy e Larry Wachowski.

Matrix mette in scena il dubbio scettico: quella che stiamo vivendo non è altro che l’illusione creata da una macchina, siamo cervelli in una vasca attaccati ad un potentissimo computer.

Un gruppo di ribelli si organizza in una resistenza contro le macchine, nel tentativo di risvegliare l’umanità dal sogno artificiale in cui è immersa.

Matrix è ovunque, è intorno a noi. Anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti per nasconderti la verità”.

  • Riprende l’argomento dei cervelli in una vasca proposto dal filosofo Hilary Putnam: non solo la mia conoscenza della realtà potrebbe essere falsa, ma la realtà stessa potrebbe non esistere.
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La verità e i suoi nemici

Quinto ed ultimo incontro oggi con i ragazzi del Liceo Dante Alighieri di Crema del laboratorio filosofico su Postverità e Fake news.

Oggi abbiamo esaminato insieme alcuni dei più antichi e ostici nemici della verità: scetticismo e relativismo.

Di entrambi abbiamo ricostruito tesi e argomenti a sostegno, per poi analizzare le possibili obiezioni. Si è visto come lo scetticismo con i suoi argomenti, dall’antichità a Cartesio, sino ai cervelli in una vasca di Putnam (esperimento mentale magistralmente riproposto al cinema da Matrix), offra il fianco a diverse critiche e contro mosse. Prima fra tutte, l’argomento principale degli scettici, secondo il quale dal fatto che a volte la nostra esperienza sensibile sbaglia si deve inferire che potrebbe sbagliare sempre e perciò dubitare di tutte le nostre esperienza, sia in realtà una falsa generalizzazione. Anche ammesso che a volte la nostra esperienza sia distorta, non ne segue che sia sempre così, o che si abbiamo motivi sufficienti per dubitare di tutte le nostre esperienze e conoscenze.

Riprendendo un argomento di Diego Marconi (Per la verità, 2007), lo scetticismo è forse inconfutabile, ma a prenderlo sul serio è una posizione imbarazzante.

Del relativismo abbiamo chiarito le diverse varianti: a seconda di cosa si assuma per relativo, vi è un relativismo epistemico (riguardante la verità), uno etico (riguarda la morale) e uno culturale (riguarda gli usi e costumi di ciascuna cultura). Queste tipologie di relativismo non si implicano necessariamente l’un l’altra e, sebbene vengano spesso confuse nel linguaggio comune e nel discorso pubblico, è importante saperle distinguere.

Anche in questo caso, dopo aver presentato gli argomenti del relativista, ne abbiamo discusso le possibili obiezioni. Il relativista epistemico, sostenendo che la verità è relativa al sistema epistemico di riferimento, non sta forse confondendo il piano della verità con quello della giustificazione?

Il relativismo etico e quello culturale sollevano anch’essi una serie di problemi: sostenere che l’etica sia relativa alla cultura e non vi siano metacriteri generali che possano guidarci nel giudicare principi morali differenti non significa forse dover ammettere che sia tutto lecito? Inoltre, se riconduciamo i principi morali alla nostra cultura di appartenenze, che spazio resta all’autonomia del singolo?

Abbiamo concluso il nostro laboratorio filosofico chiedendoci infine che tipo di valore fosse per noi quello della verità. La verità è per noi un valore in sè o solo strumentale? In altri termini, è fine o un mezzo per raggiungere altri beni (la felicità, la salute, la ricchezza, ecc.)?

Il filosofo Robert Nozick ci offre un esperimento mentale per aiutarci a capirlo, quello della macchina dell’esperienza o della felicità:

«Supponiamo che esista una macchina dell’esperienza capace di darci qualsiasi esperienza desideriamo. Un gruppo di neuropsicologi eccezionali si offre di stimolarci il cervello in modo da farci pensare e sentire come se stessimo scrivendo un grande romanzo, o stringessimo amicizie, o leggessimo un libro interessante. Per tutto il tempo galleggeremmo in una vasca, con elettrodi applicati al cervello. […] Naturalmente, mentre siamo nella vasca non sappiamo di essere lì; penseremo che tutto sta accadendo realmente» (Robert Nozick ,Anarchia, stato e utopia, 1974).

La domanda che dovete porvi è: accettereste di entrare nella macchina della felicità? A seconda della vostra risposta capirete se per voi la verità è un fine a cui tendere, anche se scomoda o dolorosa, o un mezzo per altri fini.

Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: La verità e i suoi nemici. Gli argomenti di scetticismo e relativismo e possibili risposte

4 dicembre 2019 _ Liceo Scentifico A. Calini di Brescia

Ultimo incontro del laboratorio filosofico sulla verità con i ragazzi del Liceo scientifico A. Calini (Liceo Scientifico Annibale Calini) di Brescia. Argomento del giorno è le sfide poste da scetticismo e relativismo alla questione della verità.

Ricostruiremo le differenze tra scetticismo antico e moderno, per poi esaminare tre dei principali argomenti scettici:

1) L’illusorietà delle percezioni sensibili;
2) La difficoltà nel distinguere tra sogno e veglia (il maestro Chuang-tzu e Cartesio);
3) La possibilità che vi sia un genio maligno che ci inganni (Cartesio) o che vi sia un super computer che stimoli i nostri cervelli creando percezioni artificiali (Putnam).

Guarderemo quindi ad alcune possibili repliche a questi argomenti scettici, elaborate rispettivamente da Cartesio, Putnam e Austin.

Nella seconda metà del laboratorio affronteremo la questione del relativismo e dei suoi diversi modi:

1) Relativismo epistemico;
2) Relativismo morale;
3) Relativismo culturale.

Concluderemo i lavori chiedendoci se lo scetticismo sia una posizione teoricamente inconfutabile ma imbarazzante (Diego Marconi) e se difendere valori quali la tolleranza e il pluralismo ci obblighi a sposare una posizione relativistica a proposito delle verità morali.

skepticism is a virtue

Fil(m)osofia

Rashomon, di Akira Kurosawa (1950)

Vincitore del Leone d’oro a Venezia (1951) e del Premio Oscar come miglior film straniero (1952).

I quattro testimoni di un omicidio descrivono i fatti in modo diverso tra loro. Ma chi di loro ha ragione? Chi sta mentendo e chi invece dice la verità? C’è una ‘verità’ uguale per tutti o questa è destinata a rimanere inaccessibile, nascosta tra le pieghe delle diverse interpretazioni e distorsioni della realtà?

Il film ha dato il nome al fenomeno noto come ‘effetto Rashomon’, con il quale ci si riferisce alla dimensione soggettiva della percezione ed interpretazione della realtà per cui gli osservatori di un evento possono produrre versioni diverse di esso.

Il film può fornire materiale di discussione e riflessione per un approfondimento didattico sul tema della verità. Tra le tematiche che si possono affrontare vi sono quella della distinzione tra verità e credenza (o opinione), la distinzione tra teorie epistemiche e corrispondentistiche della verità, l’effetto top-down di pregiudizi, preconcetti, emozioni ecc. sulla nostra percezione del reale e tante altre.

Rashomon

consigli di lettura

Diego Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, ET Saggi, 2007.

Per chi si occupa di verità nell’epoca della cosiddetta ‘post-verità’ e delle Fake-News, un libretto informato ma di semplice lettura per chiarire la nozione di verità, di relativismo e scetticismo scritto da un grande filosofo italiano esperto della questione.

 

Per la verità