Fil(m)osofia, filosofia pubblica

(Dis)Honesty – The Truth About Lies

Film documentario del 2015 diretto da Yael Melamede.

Che mentire sia sbagliato è uno dei principi morali maggiormente accettati nell’etica deontologica, eppure tutti noi mentiamo. A volte lo facciamo per validi motivi, altre senza nemmeno rendercene conto.

Basato sul lavoro di Dan Ariely, professore di psicologia ed economia comportamentale, (Dis)Honesty esplora le diverse ragioni per le quali tutti noi mentiamo e i metodi che maggiormente impieghiamo per farlo.

Qui il trailer.

trailer dishonesty

Attraverso testimonianze dirette, filmati e ricerche sperimentali condotte dall’equipe di Ariely, il documentario ci guida a comprendere l’enorme impatto che il mentire ha sulle nostre vite quotidiane e sulla società.

Ci dice anche molto di noi, di come siamo, a discapito di quello che forse ci piacerebbe essere.

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consigli di lettura, filosofia pubblica

Stronzate. Un saggio filosofico

Di Harry Frankfurt, On Bullshit, 1986; trad. it. di M. Birattari, Rizzoli 2005.

«Mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate»

(E. Ambler, Dirty Story, The Bodley Head, 1967, p. 25)

 

In questo pamphlet, il filosofo statunitense Harry Frankfurt ci introduce la distinzione tra bugie, falsità e le Bullshit, stronzate. La distinzione non è di poco conto e presuppone un diverso rapporto con la ‘verità’.

stronzate

“Dire una bugia è un’azione con un fine preciso. Ha lo scopo di inserire una particolare falsità in un punto specifico di un insieme o di un sistema di valori […] chi dice una bugia si sottomette le costrizioni oggettive imposte da ciò che lui stesso considera la verità. Il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità. Per inventare qualunque bugia, deve credere di sapere che cosa è vero.” (p. 49)

Diversamente dal bugiardo, chi dice stronzate non si preoccupa affatto della verità. L’unica cosa che gli/le preme è ottenere i suoi scopi. Per questo inventa, sovverte la realtà. Non si impegna a contraffare il vero, semplicemente lo ignora totalmente, non se ne cura.

Da qui il monito di Frankfurt: “A causa di un eccessivo indulgere in quest’ultima attività, che implica il fare asserzioni senza prestare attenzione ad alcunché, tranne che a ciò che fa comodo al proprio discorso, la normale abitudine di badare a come stanno le cose può attenuarsi o perdersi”. Per questa ragione, ci avverte il filosofo, “le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso delle menzogne” (pp. 57-58).

 

Esercizi filosofici

Verità, credenza e giustificazione

Sulla base della tua intuizione di cosa sia la verità rispondi alle seguenti domande. Cerca di argomentare la tua risposta e fai degli esempi.

1. Puoi credere a qualcosa che non giustifichi? 
2. Puoi giustificare qualcosa a cui non credi?
3. Ci possono essere credenze vere non giustificate?
4. Ci possono essere credenze false giustificate?

Per approfondire la distinzione tra verità, credenza e giustificazione vedi:

Diego Marconi, Per la verità. Relativismo e filosofia, ET Saggi, 2007.

Esercizio filosofico

Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: VERITÀ, POSTVERITÀ, PIÙ VERITÀ?

19 dicembre 2018 _ Istituto Orsoline di San Carlo (MI) 

Appuntamento all’Istituto Orsoline di San Carlo (MI). Con i ragazzi di terza e di quarta liceo discuteremo di Post-Truth (che cosa significa ‘post-verità’? Il nostro tempo può essere definito l’epoca della postverità? per quali ragioni? ecc.).

Parleremo quindi di Fake-News: esamineremo alcuni casi celebri, più e meno recenti, di notizie false, e ragioneremo sulle caratteristiche e le cause di un fenomeno oggi in espansione.

Con i ragazzi di quinta porremo invece a confronto due paradigmi differenti di verità: le teorie corrispondentistiche della verità e le teorie epistemiche. Esamineremo e discuteremo le ragioni di chi sostiene una teoria epistemica della verità, e quelle di chi per contro sostiene una concezione della verità come corrispondenza.

Post-truth meme

Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: La verità e i suoi nemici. Gli argomenti di scetticismo e relativismo e possibili risposte

4 dicembre 2019 _ Liceo Scentifico A. Calini di Brescia

Ultimo incontro del laboratorio filosofico sulla verità con i ragazzi del Liceo scientifico A. Calini (Liceo Scientifico Annibale Calini) di Brescia. Argomento del giorno è le sfide poste da scetticismo e relativismo alla questione della verità.

Ricostruiremo le differenze tra scetticismo antico e moderno, per poi esaminare tre dei principali argomenti scettici:

1) L’illusorietà delle percezioni sensibili;
2) La difficoltà nel distinguere tra sogno e veglia (il maestro Chuang-tzu e Cartesio);
3) La possibilità che vi sia un genio maligno che ci inganni (Cartesio) o che vi sia un super computer che stimoli i nostri cervelli creando percezioni artificiali (Putnam).

Guarderemo quindi ad alcune possibili repliche a questi argomenti scettici, elaborate rispettivamente da Cartesio, Putnam e Austin.

Nella seconda metà del laboratorio affronteremo la questione del relativismo e dei suoi diversi modi:

1) Relativismo epistemico;
2) Relativismo morale;
3) Relativismo culturale.

Concluderemo i lavori chiedendoci se lo scetticismo sia una posizione teoricamente inconfutabile ma imbarazzante (Diego Marconi) e se difendere valori quali la tolleranza e il pluralismo ci obblighi a sposare una posizione relativistica a proposito delle verità morali.

skepticism is a virtue

consigli di lettura

Brockman J. (a cura di), Non è vero ma ci credo. Intuizioni non provate, future verità, Il saggiatore 2005.

[Per un approfondimento della questione della verità e sulla distinzione tra verità, credenza e giustificazione]

«A volte grandi menti riescono a intuire la verità prima di averne le prove o gli argomenti. Diderot lo definiva ‘esprit de divination’. In che cosa credi, anche se non puoi provarlo?»

Il volume raccoglie le brevi risposte a questa domanda di oltre cento tra le più autorevoli voci contemporanee – fisici, filosofi, psicologi, biologi, chimici, artisti, ecc. – ognuno di loro prova a scommettere.

[*Nota bene: nel volume il termine ‘vero’ non è usato nella sua accezione tecnica, distinta da ‘credenza’ e ‘giustificazione’, qui ‘vero’ significa ‘giustificato’, ‘dimostrato’, ‘provato’.]

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Esercizi filosofici

La filosofia nell’arte

Approfondimento interdisciplinare a proposito di verità e percezione.

Una volta spiegata l’alternativa fra teorie della verità come corrispondenza (la verità è data dalla corrispondenza di rappresentazione e realtà) e teorie epistemiche della verità (la verità è interna al processo epistemico del soggetto che determina l’oggetto della nostra conoscenza), si chiede agli studenti di interpretare la celebre opera di Magritte.

Indipendentemente da quale fosse l’intenzione dell’autore, che tipo di concezione della verità secondo te esprime quest’opera?

[René Magritte, La condizione umana I, 1933, olio su tela, 100×81 cm, Washington, National Gallery of Art]

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Evento

LABORATORIO FILOSOFICO: VERITÀ, POSTVERITÀ, PIÙ VERITÀ?

6 novembre 2018 _ Liceo Scientifico A. Calini di Brescia

Con i ragazzi del Liceo Scientifico Calini di BS (Liceo Scientifico Annibale Calini) abbiamo posto a confronto due paradigmi differenti di verità: le teorie corrispondentistiche della verità e le teorie epistemiche.

Abbiamo esaminato e discusso le ragioni di chi sostiene una teoria epistemica della verità, e quelle di chi per contro sostiene una concezione della verità come corrispondenza.

Si sono quindi chiarite alcune distinzioni che contano nel dibattito sulla verità: quelle fra ‘verità’, ‘credenza’, ‘giustificazione’ e ‘conoscenza’.

Infine si è concluso il laboratorio con un piccolo esercizio filosofico. Ci siamo chiesti, sulla base di quanto visto, se:

1. possiamo credere a qualcosa che non giustifichiamo?
2. possiamo giustificare qualcosa a cui non crediamo?
3. ci possono essere credenze vere non giustificate?
4. ci possono essere credenze false giustificate?

 

There are no truths, only perspectives

Fil(m)osofia

La parola ai giurati [12 Angry Men – 1957]

Il film si presa ad un approfondimento di carattere epistemologico e morale sul possibile ruolo che pregiudizi, emozioni e la pressione del gruppo di appartenenza possono avere sulla nostra percezione del reale e sul conseguente giudizio etico che ne diamo.

«Considerato come un pilastro della storia del cinema, “La Parola ai Giurati” – Orso d’oro a Berlino nel 1957 – invecchia particolarmente bene. Il ritmo è serrato, gli attori eccellenti, la storia appassionante. Ma soprattutto il regista è un grande maestro nel farci passare da certezze, a dubbi, a nuove certezze.

12 giurati devono decidere sulla colpevolezza di un ragazzo sospettato di aver ucciso il padre. Si ritrovano per alcune ore in una stanza per discutere del verdetto. La posta in gioco è alta: la vita stessa dell’imputato. Sembrano tutti subito d’accordo per la colpevolezza del ragazzo. Di colore, già condannato per reati minori, proveniente da un quartiere difficile: i giurati “bianchi” vogliono fare in fretta, abitati da idee preconcette condite di razzismo. Ma quell’unanimità “facile” è messa in causa da uno dei giurati (un signorile Henry Fonda), che vuol cercare la verità “fino in fondo”. Le storie personali dei giurati si intrecciano allora con quelle dell’accusato e dei testimoni, sgretolando poco a poco tutti i giudizi facili e superficiali»

(M. Ponta, http://cinado.blogspot.com/…/la-parola-ai-giurati-12-angry-…).

la parola ai giurati