venerdì 22 Dicembre, 2023

“Una casa che ci piace”. Laboratorio di comunità con i bambini

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Laboratorio di filosofia per bambini al Tempolungo di Stagno Lombardo 2023/2024

L’idea del percorso: prove di pensare e fare insieme

Dopo che per le prime settimane si è lavorato con i bambini e le bambine su alcuni temi che ci facessero ragionare sull’”io”, su come vedono loro stessi e come si presentano agli altri, si è proposto un percorso che li invitasse a sperimentare il “noi”.   È molto difficile per tutti, e ancor più a questa età, fare insieme. Per lo più i bambini interpretano il fare insieme “fare l’uno accanto all’altra” – io faccio il mio disegno della mia casa ideale, tu il tuo –. Si voleva invece offrire occasioni di sperimentare una vera e propria co-operazione, una costruzione “io e te” di qualcosa.

Anche il pensiero non è sempre cooperativo. Spesso nel dialogo c’è l’alternarsi di opinioni e pensieri singoli su un tema proposto, ma è difficile sviluppare un ragionamento comune. L’obbiettivo, allora, era quello di provare a trasformare la successione di pensieri individuali in un vero e proprio “pensare insieme”.

Per farlo serviva proporre ai bambini non un’attività individuale in cui ciascuno fa il suo, ma un progetto comune e condiviso. Si voleva così portare i bambini e le bambine a confrontarsi sul serio su un tema e a trovare insieme strategie per gestire il disaccordo.

Da qui l’idea della casa:

«Progettiamo una casa, una casa che vi piace! Deve piacere a voi, ma attenzione a tutti voi. Dobbiamo discutere e decidere insieme. Se ci sono idee diverse ci riflettiamo su e decidiamo insieme che scelta prendere.»

Fase 1: LO STIMOLO

Partiamo dal “pensare insieme”:

Siamo partiti dalla lettura insieme dell’album illustrato “Una casa che mi piace”, di Roberto Piumini, edizioni Carthusia 2010.


Seguendo gli spunti offerti dal testo in rima dell’album e dalle bellissime illustrazioni che lo accompagnano abbiamo iniziato a chiederci quali caratteristiche debba avere la casa che CI piace. spazi ha questa casa? Per fare cosa? Con chi? Al suo interno stiamo sempre tutti insieme o vogliamo luoghi per la solitudine? Gli adulti entrano in questa casa dei bambini? Quali regole?

Ci siamo posti queste domande e tante altre…

Fase 2: IL PROGETTO

Troviamo un accordo:

Per fare una casa, si deve partire dal progetto. E non è semplice fare un progetto! Bisogna riflettere, stabilire priorità, soprattutto, bisogna trovare insieme un accordo su cosa inserire e cosa no, e poi su come realizzare le singole proposte.

E quando non si è d’accordo? Come si fa? Per la prima volta abbiamo sperimentato varie forme di negoziazione.

  1. Il più delle volte è stata l’argomentazione di qualcuno sufficiente a risolvere discordanze: i bambini hanno apportato ‘buone ragion’ a sostegno delle loro tesi, e hanno convinto gli altri. Quando, però, il disaccordo persiste occorre trovare altre strategie.
  2. Quando si è potuto si è cercato un compromesso (ad esempio abbiamo fatto due stanze per mangiare, una con il tavolone grande, per le feste tutti insieme, e una con i tavoli più piccoli, “così c’è meno confusione”).
  3. Quando nemmeno il compromesso sembrava possibile o funzionare allora si è ricorso al voto: e con il voto, si sa, vince la maggioranza.

Fase 3: LA REALIZZAZIONE

Passiamo al “fare insieme”!

Una volta concordato un progetto e abbozzato un piano di lavoro, via libera alla costruzione! I bambini sono abituati a lavorare individualmente, seppur l’uno accanto all’altro. Molto più difficile è invece provare a realizzare insieme qualcosa.

La richiesta di lavorare almeno a coppie o a piccoli gruppi ha portato ai primi tentativi di cooperazione.

È stata l’occasione per sperimentare la difficoltà, ma anche la gratificazione, del lavoro condiviso: è difficile dividersi i compiti, è difficile fidarsi dell’altro, è difficile avere pazienza… Ma è incredibilmente gratificante il risultato ottenuto e la consapevolezza che è un risultato condiviso.

Iniziativa parte del progetto “Sulle spalle dei giganti: contrasto alla povertà educativa attraverso il dialogo intergenerazionale”

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